Grossglockner 2025 – Storia breve di un viaggio sfortunato

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  • #187704
    Adriano
    Moderatore

    Facciamo per ripartire.

    Giro la chiave, accendo il quadro, reinnesto il pulsante di spegnimento, premo lo start…

    Il motorino non gira, il quadro si spegne e si resetta. Rilascio lo start. Riprovo… batteria morta.

    Guardo Michele e gli faccio “Mi è morta la batteria !!!”.

    Lui risponde “Cosa ???”. “La batteria è morta !!!” ripeto, mi guarda perplesso e fa “Ed adesso ???”.

    Siamo in discesa… prova a sfruttarla per lasciare andare la Bull in folle… poi innesto la seconda, rilascio la frizione e “BBRrruummmm!!!” va in moto.

    Ci rimettiamo in strada puntando alla nostra destinazione. La Bull cammina, quasi come se nulla fosse. Almeno così sembra a me. La tengo comunque su di giri, nel frattempo penso se ho per caso lasciato inavvertitamente la chiave girata con i fari accesi, come causa dello scaricamento della batteria. Ma non mi pare proprio che nemmeno ci sia stata l’occasine per questa dimenticanza.

    Alla base dell’Edelwisspitze c’è un ampio parcheggio, li ci fermiamo per capire meglio la situazione.

    Spengo la Bull. Provo a riaccenderla… morta.

    E’ chiaro che la batteria è scarica, ma perché ???

    Si è semplicemente danneggiata (come è capitato a Roberto al ritorno dal raduno di Cattolica) oppure c’è altro a monte ? Il sistema di ricarica è andato ?

    Penso che se è lo statore, la moto non dovrebbe nemmeno accendersi a spinta. Ma non è detto… magari è partito solo un diodo del ponte raddrizzatore relativo ad una sola fase…

    Michele mi dice che ha portato via l’avviatore e che l’aveva messo in carica il giorno prima. Proviamo a collegare il provvideziale aggeggio… ma niente. Anche lui sembra morto.

    Niente… cerco di escogitare una soluzione.

    Invito Michele a proseguire da solo in cima all’Edewisspitze in modo da godersi almeno lui la vista a 360°, oggi non c’è nemmeno una velatura nel cielo e sono mortificato di avergli fatto fare tutta questa strada, di avergli fatto pagare un biglietto d’ingresso così salato… e di aver rovinato tutto !!!

    In quel momento continuo a pensare che sia solo un problema di batteria, per mi struggo al pensiero di averne verificato l’efficienza solo una decina di giorni prima…

    Mi metto alla ricerca on-line di un negozio di accessori di moto nei paraggi di Lienz. Sono quasi le 16:00 e qui in Austria tutte le attività chiudono alle 17:00, inesorabilmente…

    Trovo un negozio subito fuori dal centro di Lienz, ma non sono sicuro che benda anche batterie. Vende abbigliamento, accessori, ma non capisco molto altro in crucco…

    Intanto che attendo Michele scatto un paio di foto dal punto in cui lo aspetto.

    Life is a journey, not a destination !

    #187705
    Adriano
    Moderatore

    Quando Michele torna giù cerco di convincerlo di rimanere qui nel comprensorio e di farsi un po’ di pieghe avanti ed indietro per queste magnifiche strade, come avevamo progettato fin dall’inizio.

    Il mio piano era quello di raggiungere questo negozio di accessori autonomamente, rimettendo in moto la Bull in discesa e non facendola più spegnere.

    Michele non ne vole sentir parlare… mi dice che se il problema l’avesse avuto lui, io gli sarei stato dietro fino alla risoluzione del problema a Lienz.

    Non obietto… è vero !

    Sfrutto la poca discesa del parcheggio per mettere in moto la Bull come prima.

    Torniamo al casello, e ci incamminiamo verso Lienz. Ci vuole quasi un’oretta, per cui non ci sono margini per perdere tempo per strada.

    Dove possibile io metto la freccia e sorpasso il sorpassabile.

    Quando arriviamo alle porte di Lienz ci accoglei il classico ingorgo della cittadina austriaca. Traffico incolonnatissimo ma diligente. Quando gli austriaci sono in coda tengono tutti la destra. In teoria lo fanno per facilitare il passaggio dei mezzi di soccorso, ma in realtà tutte le moto sfruttano questa “caratteristica” per sorpassare.

    Entrando in una rotonda, in seconda, Michele si affianca per dirmi che il faro dietro non si vede quasi. Io tengo per un po’ (troppo) la frizione tirata per procedere di inerzia e ragionare su quello che mi ha detto. Il motore si spegne.

    Riesco, con ancora un po’ di inerzia, ad accostare a lato della strada in corrispondenza di una confluenza di una stradina laterale.

    La Bull non si accende più.

    Michele vuole riprovare con il suo booster, non era convinto di averlo impostato correttamente per cui riproviamo. Niente… booster morto.

    Che facciamo ? Michele vuole darmi la sua moto per raggiungere il negozio di accessori e ritornare con la batteria, intanto lui avrebbe fatto la guardia alla mia Bull.

    No… sfrutto la leggera discesa della stradina laterale e riesco a mettere in moto la Bull.

    Via !!!

    Ci rimettiamo in sorpasso del traffico, sperando di non incontrare nessuna pattuglia… che ci avrebbe sicuramente inc**ato, in Austria non si può sorpassare in moto una colonna d’auto ferme in coda… ci avrebbero fatto perdere moltissimo tempo prezioso ed il negozio di accessori avrebbe chiuso.

    Con questo pensiero continuo a guardarmi intorno con molta attenzione, il traffico è intenso ed ho la paura che il pensiero di fare presto mi faccia comiere qualche errore alla guida.

    Entrando in una rotonda, ingorgata di traffico, noto a sinistra un concessionerio Honda e KTM. Guardo l’ora sul telefono. Mancano 15 minuti alle 17:00. Vale la pena provare a fermarci qui… mal che vada forse riusciamo a raggiungere l’altro negozio prima della chiusura. Ma se trovo la soluzione qui… saremmo più tranquilli entrambi.

    Parcheggiamo davanti allo show-room, entro all’accettazione e dietro al bancone c’è una donna bionda ed un paio di meccanici molto giovani.

    Chiedo se parlano inglese… i meccanici scuotono la testa, la donna bionda risponde “So ando so”.

    Ci proviamo… cerco di spiegarle il problema, chiedendo se hanno una batteria nuova per la Bulll. Faccio vedere loro la foto dell’attuale batteria (maggiorata) e gli spiego che non è il modello stock della Bull, è un modello maggiorato, e che non mi interessa che abbiano lo stesso modello, ma semplicemente un modello che abbia la stessa larghezza per riuscire a collegare i cavi senza troppe difficoltà.

    Loro guardano nel loro database… e per loro il problema principale è che a loro risulta che la Bull monta la batteria da 14 Ah, non da 18… per qualche minuto si concentrano su questo… a non capire…

    Ad un certo punto gli spiego che voglio solo una betteria qualsiasi, che con quella mi avrebbero permess odi tornare a casa !!!

    E quando un italiano dice ad un austriaco che vuole andarsene dal loro paese e tornare a casa… all’austriaco gli si illuminano gli occhi !!!

    Uno dei due ragazzi si alza, va in magazzino e torna con una batteria al gel, piccolissima, di un marchio (scopro solo dopo) austriaco di soli 11,5 Ah, ma in grado di erogare la stessa corrente della batteria maggiorata: 210 A.

    Viene fuori con me e misura la larghezza…  “Yess, it fits” dice.

    Perfetto, la compro… 69,90 euro. Niente…

    La monto al volo. Il ragazzo mi chiede se il regolatore è ok. Provo… metto in moto e misuro con il tester (che porto sempre con me nei miei viaggi) e misuro 12,9 V al minimo. A 3000 giri segna 13,2 – 13,2 V. Mi sembra poco… troppo poco…

    Il ragazzo guarda… e dice che secondo lui per una moto come questa può andare bene.

    Io voglio credere alle sue parole, anche se dentro di me avevo già capito che non era la batteria il problema.

    La donna bionda chiude a chiave le porte di ingresso e spegne le luci. Erano le 17:00. Tutto chiuso qui…

    Prima di rimontare la Bull e raggiungere l’hotel dobbiamo risolvere un nuovo problemino… la nuova batteria ci balla dentro al vano della Bull. Visto che abbiamo davanti un altro paio di giorni di salite, dicese e tornanti temo che i cavi possano strapparsi. Bisogna trovare qualcosa per tenerla ferma in sede.

    Michele si guarda inteorno e mi fa “Va bene qualsiasi cosa ?”, io “SI !”.

    Si reca a lato della strada, si china, e torna con un sasso in mano “Toh !” e me lo sporge.

    Life is a journey, not a destination !

    #187706
    Adriano
    Moderatore

    LAscio all’officina la “vecchia batteria, convinto di aver risolto il problema e che quella batteria fosse ormai da buttare. Anche volendo… nei miei bagahli non ci stava con facilità ed inoltre non volevo peso extra per il rimanenta tragitto del viaggio.

    Raggiungiamo l’Hotel Sonne in centro a Lienz che più centro non si può… facciamo il check-in con la graziosa (è un eufemismo… potrebbe essere tranquillamente una top model impegnata in una candid camera…) receptionist e parcheggiamo le moto nel garage interrato.

    E’ la quarta volta che soggiorno in questo hotel, che non è prettamente il più lussuoso della zona, anzi, ma ha la comodità di avere il garage interrato (quindi le moto sono protette sia da malintenzionati che dal meteo che qui improvvisamente può diventare molto avverso) ed è letteralmente a 2 passi dalla piazza centrale della città.

    Doccia veloce ed usciamo per cena. Sapendo che qui alle 19:00 quasi tutti i locali smoettono di accogliere clienti ed alle 21:00 tutti chiudono, chiediamo consiglio alla sventola al mancone dell’hotel per dove sia meglio cenare.

    Ci indica una birreria non molto distante “Gosser Brau im alten Rathaus”.

    Fuori dall’hotel c’è parcheggiata un’altra bellezza.

    Life is a journey, not a destination !

    #187707
    Adriano
    Moderatore

    Cena tipicamente crucca…

    Life is a journey, not a destination !

    #187708
    Adriano
    Moderatore

    Dopocena facciamo due passi per il centro, c’è un gruppetto di ragazz ianche abbastanza bravi che suonano dal vivo in piazza, divagando tra il rock ed il pop, intrattengono i turisti con discreto successo.

    Life is a journey, not a destination !

    #187709
    Adriano
    Moderatore

    Poi giriamo ancora un po’ per il centro e facciamo visita al mitico Mario di “Weinphilo”, è un tipo calabrese che ha sposato una tedesca e si sono trasferiti qui, ametà strada tra le loro città d’origine, ed hanno aperto un’enoteca. E’ l’unico locale di Lienz aperto fino… a che c’è gente.

    Ci sediamo fuori, anche se non fa caldissimo ed il cielo promette pioggia con lampi e qualche tuono il lontananza.

    Beviamo un paio di calici di lagrein austriaco, sorprendentemente molto buono.Bario cerca di appiopparci due babbione sue amiche sedute ad un tavolo li a fianco, vecchie… sfatte… e che si erano già scolate una bottiglia… a testa…

    Decliniamo gentilmente l’offerta…

    Cerchiamo di fare altri due passi, ma ormai il gruppo in piazza ha suonato l’ultima canzone, senza bis, e di colpo tutti si girano per andarsene.

    Sono le 21:30… hanno voluto fare uno strappo alla regola si vede…

    Noi siamo parecchio stanchi, per cui non ci da fastidio percorrere quei 10 metri che ci separano dall’hotel ed andare a spalmarci in branda.

    La mattina successiva scendiamo per colazione. L’offerta in questo hotel è prevalentemente continentale, il che a me va benissimo… un bel piazzo di uova strapazzate, dello speck, un buon pane ai cereali e sono felice.

    Michele, invece, si innamora della ragazza che fa le pulizie dei tavoli… bionda, occhi azzurri, reggiseno a balconcino, tanga che fuoriesce dai pantaloni quando si china.

    Life is a journey, not a destination !

    #187710
    Adriano
    Moderatore

    Poi con calma saliamo, prepariemo le borse, ci vestiamo. Check-out e giù in garage.

    Io peparo già le borse con l’antipioggia, le previsioni meteo sono nefaste.

    Mettiamo in moto e partiamo. Prima di uscire da Lienz facciamo il pieno, che negli intenti ci dovrebbe portare senza problemi fino a Prato allo Stelvio.

    Percorriamo la strada statale che esce da Lienz verso est e poi imbocchiamo la bellissima vallata che conduce al Passo Stalle.

    Dopo qualche chilomentro che l’abbiamo imboccata ci fermiamo a lato della strada per indossare l’anitpioggia. Fin qui cadeva solo qualche goccia, ma le nuvole davanti a noi sono piuttosto inca**ate.

    Passano poche moto e solo qualche auto intanto che siamo fermi, ma solo dopo qualche giorno scopro che in una di quelle auto era passato Michael, il figlio di Ponch, con la sua ragazza. Lui aveva visto le nostre Bull… ma ha pensato che non potevamo essere io e Michele 😂

    Ripartiamo ed arriviamo al passo ed il semaforo è rosso.

    Il passo Stalle è un valico, molto molto stretto, che porta in Valle di Anterselva (famosa per lo stadio invernale del biathlon) ed è regolato da un semaforo: dall’ora all’ora e un quarto si può passare per scendere e dall’ora e mezza all’ora e tre quarti si può passare per salire.

    Purtroppo non ho foto… pioveva ed il telefono era nella tasca del giubbotto… non avevo voglia di bagnarmi.

    Una decina di mucche passeggia per la strada e si mischia tra le auto e le moto in coda per scendere.

    C’era un gruppo di Giesse sui cavalletti, i ptoptietari si erano rifugiati per un caffè al bar a fianco del semaforo.

    Una mucca si avvicina ad una GS, la annusa, si volta e lascia un mega ricordo da chilo e mezzo… bello odorante 😂

    Un’altra mucca si avvicina alla Bull di Michele… la annusa… e si mette a leccare entusiasta lo scarico sinistro !!! Tira fuori mezzo metro di lingua per arrivarci e non c’è modo di allontanarla !!! 😂

    Aul semaforo c’è il contatore che indica i minuti ed i secondi mancanti al verde. Quando manca un minuto ci mettiamo davanti alle auto in coda.

    Mettendo in moto la Bull parte, ma il quadro si resetta… ahi… penso…

    Verde, scendiamo.

    Quando arriviamo a valle ci fermiamo al bar a fianco del lago di Anterselva. Diluvia.

    Qui facciamo una seconda colazione, con l’intento di tirare fino alla zona Stelvio senza soste per pranzo.

    Valutiamo l’idea di saltare il Passo Giovo visto il meteo, ma visto che siamo in ballo… decidiamo di continuare a ballare.

    Ripartiamo e stessa scena di prima. La Bull si accende senza problemi ma il quadro si azzera… Merda…

    Poi penso che probabilmente la batteria ha spunto sufficiente per far girare il motorino, ma cala di quel po’ di tensione sufficiente a far azzerare il quadro. Almeno è quello che voglio sperare…

    Percorriamo tutta la vallata, quando arriviamo verso l’intersezione con la SS49 che da San Candido porta a Brunico troviamo il lassico ingorgo di questa trada: tutta bloccata.

    Noi procediamo sorpassando la coda fino ad arrivare all’incrocio.

    Michele mi si affianca e mi fa “Non ti si vede pù la luce dietro e le frecce si vedono appena”. Realizzo…

    In quell’istante ero in seconda ed avevo premuto la frizione per mettere la prima. La corrente non è più sufficiente per mantenere la scintilla ed ilmotore si spegne. Riesco per inerzia ad accostare a lato dell’intersezione, su uno spiazzetto antistante un’azienda di legname.

    Tiro fuori il tester, misuro la batteria: 8 V…

    Merda…

    Michele tira fuori l’avviatore che aveva lasciato in carica tutta la notte. Morto… non funziona.

    Pensa… ripensa… che fare… cerco un’altra officina di moto. La pi vicina è mezz’ora a sud di Brunico, ma con questo traffino Maps dice che da qui a Brunico sono un’ora e mezza (per fare una venitna di chilometri). Impossibile farcela in queste condizioni…

    Si fermano due bikers spagnoli, per ca**i loro… ma mi avvicino per chiedere se avessero un avviatore e loro, contentissimi di aiutare, ne tirano fuoi uno dalle borse… ma anche il loro non funziona…

    Merda… almeno siamo in Italia, da qui posso chiamare un carro attrezzi. Apro l’App di Genertel per fare la richiesta ma… in quell’istante non ricordo la password…

    Michele avanza l’idea di trovare da noleggiare un furgone e di rientrare a casa caricando entrambe le moto.

    No… no… non ero pronto a formulare l’idea di abortire il giro. E poi avevo già pagato l’hotel sullo Stelvio !!! Volevo tanto far vivere a Michele lo Stelvio per tutti i suoi versanti e passarci la notte supra !!!

    Come fare per avviare la moto ? mettersi in strada non è possibile, troppo traffico. Ma tra l’azienda di legnami dove siamo fermi e la strada ci sono 3-4 posti auto… la pendenza è poca… ma se riuscissimo a metterla in moto a spinta con l’aiuto di uella discesa sarebbe un bel respiro di sollievo. Ci proviamo. La Bull parte !!! Alzo subito il minimo e lo porto a 2000 giri.

    Michele fa “Tieni i fari spenti ed andiamo a casa !!!” perentorio.

    Ha ragione.. non possiamo continuare il viaggio. E’ già quasi l’una e se vogliamo arrivare a casa prima del buio dobbiamo metterci di buona lena in viaggio.

    Fari spenti pioggia che va e viene a scrosci anche forti. Michele mi sta dietro, ma a fianco, in modo da far vedere il suo faro a chi ci precede (con la pioggia la moto è quasi invisibile, per fortuna ho il casco giallo fluo…).

    Sono 4 ore filate di agonia. Sia fisica, perchè la tensione è tanta, sia emotiva… per aver rovinato il viaggio a Michele che tanto lo attendeva.

    Facciamo solo una sosta per fare benzina a metà strada, tenendo la Bull accesa.

    Arriviamo a casa mia intorno alle 17:30 stanchi, distrutti, amareggiati… per lo meno io, molto…

    Life is a journey, not a destination !

    #187711
    Adriano
    Moderatore

    Il giorno successivo mi metto a mente fredda a ragionare ed ad effettuare misure sulla moto.

    Manuale officina alla mano misuro le uscire dello statore. Purtroppo le indicazioni sul manuale non sono esaustive e fanno misurare in portata ohmica solo due delle tre faci dello statore. Inoltre un normale tester come il mio (e come tutti quelli che si possono acquistare a poche decine di euro) ha una risoluzione pari al decimo di ohm, mentre le misure richieste dal manuale sono prossime al cortocircuito e richiedono una risoluzione di un centesimo di ohm.

    Per tutti questi motivi mi traggo in inganno da solo… ed arrivo alla conclusione che sia partito il regolatore di tensione.

    Chiamo Ponch “Hai un regolatore di tensione che ti avanza ?”, che domande… faccio un volo a Musile di Piave e torno a casa con un regolatore praticamente nuovo.

    Lo monto… eh niente… problema non risolto…

    Mi illudo… e verifico tutti i cavi ed i connettori. C’è continuità ovunque.

    Ultima prova… con il regolatore scollegato, metto in moto e misuro sui tre fili della fasi in tensione alternata.

    Non è una misura significativa nel valore letto (il segnale letto dovrebbe avere una forma perfettamente sinusoidale ed una frequenza di 50 Hz), ma è significativa nel senso relativo: le misure effettuate sulle tre fasi deve essere uguale !

    Ed invece… su due fasi misuro 25 V e sulla terza 4 V… beccata ! Una fase è in cortocircuito… Approfondendo l’analisi dei collegamenti, e proprio la terza fase che il manuale non fa misurare in portata ohmica…

    Via i telaietti delle borse laterali, via il codone, via il fianchetto sinistro, via la leva del cambio e la pedana sinstra… scolo l’olio… e via il carte sinistro…

    Porca tr**a… due avvolgimenti sono chiaramente bruciati !!!

    E cosa curiosa… sono i due avvolgimenti su cui sono strette le fascette (che in foto si intravedono spezzate, evidentemente dal calore generato dagli avvolgimenti in corto) che stringono, nella parte tra lo statore ed il carter, i fili che poi vanno al connettore.

    Life is a journey, not a destination !

    • Questa risposta è stata modificata 3 mesi fa da Adriano.
    • Questa risposta è stata modificata 3 mesi fa da Adriano.
    #187714
    Adriano
    Moderatore

    Altra telefonata a Musile “Ponch ce l’hai uno statore ?”, manco vi riporto la risposta 😁

    Domani o dopodomani dovrebbero arrivarmi guarnizione e paraoli (leva del cambio ed attuatore della frizione) e poi si rimonta tutto.

    Non sarà finita li… perchè toccherà controllare anche se il mio regolatore è buono… 🙄

    Life is a journey, not a destination !

    #187715
    fernando
    Moderatore

    Porcozzio…. un’ odissea!

    Proviamo a rimediare il prima possibile 👍

    #187717
    Adriano
    Moderatore

    Tocca aspettare la prossima estate… ma già sai 😁

    Life is a journey, not a destination !

    #187721
    kiwi1
    Partecipante

    ….siete comunque dei grandi… spiace moltissimo per com’è andata a finire, ma vi siete comunque comportati da eroi !!!

    #187722
    Adriano
    Moderatore

    Eroi… che parolone… sia io che Michele siamo due che non si danno per vinti facilmente, appena si prefigura un problema siamo già con il pensiero ad una soluzione. Purtroppo questa volta non c’era niente da fare… se non portare a casa la moto in qualche modo.

    Rimango sempre nel rammarico di non aver potuto far vivere a Michele l’avventura completa.

    Salire sullo Stelvio con vento, pioggia e forse anche temporale… e magari con qualche fiocco di neve… è un’esperienza sicuramente non alla portata di tutti ! 😂

    Ne puoi uscire distrutto… o fortificato ! Rischi, poi, di non aver più paura di niente !

    In quelle condizioni meteo, forse, è più spaventoso solo il Gavia. Io e Gullivel l’abbiamo fatto… sulle cime fiocava ed al passo c’era vento, pioggia e tipo 3 gradi. Quante risate battendo i denti !!! 😂😂😂

    Life is a journey, not a destination !

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