Motoferie 2022 – Lienz e Grossglockner

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  • Questo topic ha 22 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 3 mesi fa da kiwi1.
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  • #186900
    Adriano
    Moderatore

    Un’ultima occhiata ciò che resta del ghiacciaio… “Spero di rivederti ancora vecchio mio, anche se saremo entrambi più acciacati la prossima volta…” sembra dirgli la Bull…

    Life is a journey, not a destination !

    #186901
    Adriano
    Moderatore

    Rientriamo con tranquillità, ci godiamo il freschetto che dalla quota ci portiamo fin giù in valle… o meglio… fin quasi a Lienz… perchè passati gli ultimi due tornanti sembra di entrare in un forno per pizze… 32 gradi dice lo smartphone… vero o no, fa un caldo boia…

    Hotel, doccia e fuori subito per una birra !

    Life is a journey, not a destination !

    • Questa risposta è stata modificata 5 mesi, 2 settimane fa da Adriano.
    #186903
    Adriano
    Moderatore

    Per questa sera niente cena frugale… cerchiamo un po’ in giro qualche locale con buone recensioni da parte di italiani, ne troviamo qualcuno ma a quanto pare il mercoledì sera è la serata di chiusura preferita da queste parti…

    Per cui ripieghiamo per un locale dove, anche qui, ero già stato con Gullivel.

    E’ un ristorante che dal nome “La Taverna” ambisce a farsi passare per italiano… ma oltre al nome c’è poco… ma è decoroso.

    E’ a pochi passi dall’hotel, al piano interrato di un altro hotel… probabilmente il più rinomato del centro di Lienz, ma che noi non potevamo permetterci 😅

    Entriamo, sono le sette e mezza, “Do you have a table for two?”, proprio in quel istante si alza una coppia da un tavolino. La proprietaria ci fa cenno di si con il capo, allunga una mano facendo cenno di aspettare, la cameriera si affretta a spreparare e ripreparare il tavolo e ci fa accomodare.

    Subito dopo arriva un’altra coppia che chiede un tavolo per due… gli rispondo di no…

    Mi giro e vedo che c’è più di un tavolo vuoto… ed il locale è piccolo, ci saranno si e no 20-30 coperti… vero è che tavoli da due non ce ne sono di liberi, tutti da quattro o sei… ma cavolo, mandi via una coppia di clienti? Boh…

    Dopo poco arriva un’altra coppia… stessa storia… io perplesso…

    Errivano tre ragazzi… stessa storia… poi arrivano 2 coppie insieme, si per loro c’è un tavolo per quattro quindi li fanno accomodare…

    I tre ragazzi vedono la scena e ritornano protestando… non c’è niente da fare ! Il tavolo era per quattro, quindi non potevano farli accomodare…

    E via così… se si presenta un gruppo di persone dello stesso numero per cui c’è un tavolo libero li fanno accomodare, altrimenti li mandano via 😕

    Finchè arrivano le 9.00 ed a quel punto la scusa diventa che la cucina è chiusa… al che una ragazza, in un gruppo da 6 (c’era il tavolo da 6 libero…) sbotta “Ma come si fa a chiudere la cucina alle 9:00 ??? Noi alle 9:00 si scende per mangiare !!!”, niente…

    Non so se è totale assenza di senso degli affari o se proprio non gliene frega un ca**o… perchè tanto vivono bene lo stesso…

    Ed è un peccato, perchè sebbene il locale sia piccolo, sebbene la cucina sia minuscola ed a vista dietro al bancone e ci sia il proprietario da solo “one-man-show” ai fornelli” il posto potrebbe puntare più in alto… i ragazzi che servono sono giovani ma volenterosi…

    Il cameriere che ci segue al tavolo passa e riempie i bicchieri quando sono quasi vuoti… il cibo è tutto sommato buono… ed anche i prezzi non sono male…

    Noi ci siamo mangiati un aio di tagliate con delle patate al forno, buono… per essere in Austria… Acqua frizzante ed un litro di cabernet, non so di che zona, ma buono… “amabile”… poi prendiamo due caffè, un baylis per la Cate ed un Disaronno (originale !!!) per me, mi pare che alla fine abbiamo pagato meno di 70,00 euro… onesti.

    A completare la mesolanza di immagine italo-teutonica ci sono dei dettagli un po’ in tutto il locale.

    Mi resta la perplessità di cosa possa fare un imprenditore italiano con un locale del genere…

    Vuoi in pieno ferragosto non far accomodare una coppia in un tavolo da 4 ed avvisargli che visto il periodo, per poterli accontentare devono accettare che gli facciano sedere un’altra coppia a fianco qualora si presenti l’occasione? “Il locale è piccolo ma confrotevole… so che comprenderete…” con un bel sorriso, anche se pronunciato in tedesco…

    Mah…

    Life is a journey, not a destination !

    #186906
    Adriano
    Moderatore

    Dopo cena, alle 9:30, usciamo e ritorniamo in piazza.

    Di fronte al municipio c’è un palco su cui si esibisce un’orchestra classica con tutti i musicisti vestiti in stile tirolese.
    Suonano musiche moderne riarraniate in stile slassico. Da queste parti piace un sacco questa cosa, devo dire la verità… è anche piacevole ascoltarli…

    Abbiamo, però, voglia di bere l’ultimo e quindi torniamo al “Bar da Mario” e ci accomodiamo su uno dei tavolini fuori.

    Mario ci sorprende con un paio di bicchieri di raboso passito… di una cantina trevigiana… ma pensa te !?!

    Raboso passito !!!

    Il Raboso è un vino tipicamente “amabile” che solitamente qui in veneto si trova alle sagre o nelle trattorie di non troppe pretese… è un tipico vino veneto “alla mano”, di solito… ma qui, a Lienz, lo trovo per la prima volta in versione passita !!!

    Incredibile…

    Intanto che si chiacchiera con Mario ci aggreghiamo ad una giovane coppia di ragazzi pugliesi che stavando pasteggiando al tavolo a fianco, scopriamo che sono dei produttori di grani antichi dela provincia di Bari (www.aziendaviscanti.com) . Scopriamo che abbiamo delle passioni comuni sia per le Alpi che per i buoni vini, quindi passiamo una piacevole serata in tema per nulla guastata da una pioggerellina che si protrae per un’oretta. Noi siamo al riparo sotto l’ombrellone che protegge il plateatico di Mario.

    Intorno a mezzanotte noi salutiamo la compagnia e ci dirigiamo in hotel.

    La mattina seguente ci svegliamo che il cielo non promette cose buone… scendiamo a fare colazione e mentre usciamo dalla sala colazioni passiamo per l’atrio e notiamo che ha iniziato a piovere.

    Usciamo un attimo per “annusare” l’aria e capire cosa ci aspetterà alla partenza.

    Fuori c’è un ragazzone con capelli ricci e barba, rosso, che fa “It’s a perfect english summer day” allungando la mano fuori dalla tettoria dell’hotel per farsi bagnare dalla pioggia.

    Scopriamo che è a Lienz di passaggio, sta facendo un “rally”… guardo la maglia che indossa e riconosco il logo che ho visto su una moltitudine di auto sportive di lusso che abbiamo incrociato sul Passo Stalle due giorni prima. Si tratta di un rally partito da Londra, che dura un mese e che li vede attraversare tutta Europa in lungo ed in largo.

    Guardiamo il radar… sembra dare solo brutte notizie…

    Saliamo in camera, facciamo i bagagli con comodo, tanto ormai il fronte temporalesco ha già raggiunto Lienz e non paserà certo velocemente. La Cate è preoccupata, ma fa di tutto per non farlo vedere…

    Una volta pagato l’hotel, scendiamo in garage. ùTroviamo un’altra coppia, di Pordenone, intenta a caricare la loro Multistrada ed ad indossare l’antipioggia.Scambiamo qualche parola, è la prima volta per loro in moto in Austria ed è la prima volta soprattutto che affrontano la pioggia, intesa come temporale intenso… sono preoccupati perchè devono affrontare il Passo Croce Carnico, uno di quei passi belli ripidi, con tanti tornanti (Alcuni in galleria dentro la montagna) che piacciono a me ma non a chi in moto ci va per andare da A a B possibilmente in rettilineo…

    Mi chiedono se lo conosco… cercano conforto nelle mie parole sperando che gli dica che è un passo da niente… io cerco di indorare la pillola, ma non voglio che lo affrontino con incoscenza, visto il diluvio che sta per arrivare…

    Ci chiedono noi che itinerario faremo, quale sarà la nostra meta… rimangono sorpresi, perchè anche loro hanno guardato il radar e capiscono che non sarà una passegiata per noi…

    Spiego a loro cosa dovranno fare, come comportarsi, cosa non fare… lei mi fa “Tu parli con questo spirito di avventura… ti ammiro… ma io ho paura !!!”.

    Sero che alla fine siano arrivati a casa sani e salvi, e magari anche un po’ divertiti !

    Noi partiamo, li salutiamo, saliamo la rampa dell’interrato e “scoschhhh” siamo sotto al diluvio.

    Ci rechiamo al vicino distributore, pieno e via!

    In fase di progetto del viaggio avevo ipotizzato di fare il giro per il Passo Croce Carnico, scendere a Tolmezzo, passare per Ampezzo, Forni di Sotto, Forni di Sopra… volevo vedere luoghi tra Friuli e Veneto che solitamente non vedo…

    Ma viste le previsioni meteo preferisco impostare su Maps la strada più veloce per rientrare a casa (ovviamente senza entrare in autostrada), quindi ripartiamo e puntiamo verso il confine a San Candido.

    La trasferta in fondo valle la facciamo sotto una pioggia a tratti battente, a tretti meno intensa.

    Ci vuole un’oretta e mezza per varcare il confine, da Sal Candido prendiamo per Passo Monte Corce.

    Procedo con cautela, il pneumatico posteriore era al limite già quando siamo partiti, in questi due giorni lo abbiamo sicuramente stressato ulteriormente… quindi sono un po’ preoccupato per la tenuta in due ed a pieno carico.

    Ad ogni modo procediamo bene… raggiungiamo Padola e da qui saliamo al Passo Sant’Antonio per poi scendere ad Auronzo.

    Sempre sotto alla pioggia battente. Per fortuna l’asfalto è bene o male sempre in buone condizioni, drena bene l’enorme quanittà d’acqua che scende…

    Ad Auronzo facio in tempo a volgere lo sguardo, velocemente, verso nord-ovest in direione del Monte Cristallo e delle Tre Cime di Lavaredo. Quello che vedo non mi piace… probabilmente spaventa la Cate… il cielo è nero… era da parecchio che non vedevo nuvole di quel colore. Per fortuna noi ci dirigiamo nella direzione opposta.

    Guadagnamo un po’ di tempo… la pioggia si dirada un po’.

    Siamo in strada da due ore e mezza, forse più…

    A Lozzo di Cadore appare evidente che stiamo andando verso l’inferno. Dritto davanti a noi, in direzione Longarone, la vallata è già colpita dal fronte più intenso. Lampi giganteschi si scaricano sulle montagne e si vede il muro d’acqua in arrivo.

    A Calalzo di Cadore trovo una piccola pasticceria aperta, facciamo in tempo a parcheggiare, entrare per un caffè ed il muro d’acqua si abbatte li…

    Life is a journey, not a destination !

    • Questa risposta è stata modificata 2 mesi, 4 settimane fa da Adriano.
    #186907
    Adriano
    Moderatore

    Le auto si fermano bordo strada… La pasticceria si riempie di gente, noi preferiamo uscire e ripararci sotto alla piccola tettoia dell’edificio fronte strada.

    Non abbiamo alternative… la pioggià non terminerà se non in serata… li non possiamo stare… aspettiamo che l’intensità della pioggia diminuisca un attimo e ripartiamo.

    La Cate non è convinta, ma capisce che non c’è altro da fare li.

    Appena ci rimettiamo in strada attraversiamo un ponte sul cui manto stradale scorre in senso opposto a noi una sorta di fiume… dal lato destro della strada, da una stradina che scende dalla montagna, sgorga intenso un getto d’acqua che crea un lago in mezzo alla strada. Sento sequando ci passiamo in mezzo i miei stivali finiscono sott’acqua.

    Per fortuna appena passato Calalzo la pioggia si regolarizza. E’ intensa ma si può viaggiare in sicurezza.

    Via via arriviamo a Longarone, mi giro e chiedo alla Cate se vuole fare tappa per pranzo da qualche parte. Qui ci capiamo male… lei dice “Per me possiamo proseguire dritti”, io lo interpreto come un “filiamo a casa prima possibile” per cui mi metto in modalità locomotiva ed attraverso dritto tutto ciò che incontriamo. Diluvio, guadi, venti fortissimi.

    Passiamo Ponte nelle Alpi che sembra quasi che la pioggia ci stia per dare una tregua. Quindi mi invoglio a continuare. Le gomme tengono, dai che alziamo il ritmo…

    Percorrendo la Val Belluna è chiaro, invece, che quel fronte nero pece ha solo faticato a raggirare le cime, ce lo ritroviamo nuovamente di fronte. in men che non si dica rientriamo in quel muro di pioggia già visto a Calalzo. Le gocce d’acqua sono come palle di piombo quando colpiscono le braccia e le gambe, per il resto sono ben protetto.

    A Busche imbocchiamo la Sinistra Piave fino a Quero dove attraversiamo il fiume e prendiamo la statale Feltrina fino a Montebelluna.

    Qui prendo un primo spavento, entrando in una rotonda a velocità molto bassa, nel cambio di direzione destra-sinistra perdo l’anteriore… per fortuna il posteriore va via un istante dopo, la Bull scoda a destra portandosi dietro, su, l’anteriore e si raddrizza nuovamente, sono stato “freddo” nel non chiudere il gas e lei ha fatto tutto da sola. E la Cate è stata brava a non scomporsi…

    L’asfalto era lucidissimo alla vista, con l’acqua sopra era praticamente una lastra.

    Attraversiamo la città.

    Inizio ad essere stanco, il vento aumenta la sua intensità ad ogni metro che percorriamo.

    Nella mia mente identifico un distributore poco prima di Istrana in cui poterci fermare. Ha una tettoia enorme e spesso mi sono rifugiato li sotto in condizioni di pioggia.

    Manca poco al distributore, solo una rotonda e dopo poco dovremmo trovare il distributore sulla destra.

    Entro in rotonda piegando a destra, devo attraversarla… cambio di direzione a sinistra e come una cannonata arriva una folata fortissima di vento, raso terra, che fa scivolare la Bull con entrambe le ruote verso destra… mentre siamo già piegati… anche qui asfalto lucidissimo.

    Ok, raggiungiamo il distributore. Parcheggiamo la Bull sotto la tettoia, scendiamo e facciamo giusto in tempo a rifugiarci a ridosso del muro del bar del distributore che si vede chiaramente che la pioggia cambia direzione con cui cade e si pota in orizzontale… iniziano a volare i grandi vasi contenenti degli alberelli che adornano il distributore. I cassonetti si ribaltano ed attraversano il piazzale prima, la strada poi… vola di tutto… La Bull è sotto la tettoia ma è comunque in piena balia della tormenta, in un momento ho perfino paura dche si ribalti, si muove sotto la spinta del vento.

    Dura tutto una decina di minuti, forse meno, poi si tranquillizza. L’intensità della pioggià è la stessa, ma il vento è diminuito notevolmente.

    Bon, si riparte… manca poco…

    Ad Istrana piove decisamente meno.

    A Noale ancora meno.

    A casa gocciola…

    Bull in garage… svestizione… bestemmie per dover togliere antipioggia e coperture delle borse, totto sporco…

    Il viaggio è finito… 750 km scarsi… tempo di organizzarci nel disfare le borse ed iniziare con le lavatrici. Ci concediamo finalmente un attimo di relax…

     

    Sono stati tre giorni in cui non sapevo cosa ci saremmo dovuti aspettare.

    I paesaggi li conoscevo bene, ma non conoscevo la reazione della Cate… primo viaggio in moto per lei, primo viaggio in due per me tutto sommato ben carichi.

    Promossi entrambi!

    Ma devo promovere anche la Bull !!!

    A parte qualche ovvio e più che giustificabile colpetto di tosse in quota, si è rivelata ulteriormente un’infaticabile macinatrice di chilometri. Si stancano prima i bikers sopra di lei, questo è certo…

    Ci ha garantito la sicureza necessaria per affrontare anche pendenze estreme, mai un’incertezza nella frenata e non ho mai desiderato per un istante più spinta in salita. Lei c’è, sempre. E’ una certezza. 145.000 km.

    Un’ ulteriore considerazione sulle gomme, le mie amatissime Qualifier 2… ci hanno permesso di fare un viaggio su strade tra le più estreme in totale sicurezza garantendo un feeling eccezionale, dopo 2 stagioni… con quasi 10.000 km sul groppone…

    Mi hanno portato in giro per tutti i miei giri sulle Dolomiti, per i tragitti casa-lavoro quotidianamente, nel giro estivo l’anno scorso con Gullivel tra Italia, Slovenia ed Austria, poi giù fino in Puglia e ritorno per il raduno, quest’anno nuovamente per tutti miei giri in montagna e per andare a lavoro… il raduno a Pordenone, poi sul Tonale-Gavia-Stelvio… le ferie con la Cate in Austria…

    Sempre con una tenuta perfetta in tutte le condizioni, sempre con un feeling di guida impareggiabile… mai un’incertezza, mai una perdita di tenuta (se non per cause esterne), si guidano con il pensiero.

    Life is a journey, not a destination !

    • Questa risposta è stata modificata 2 mesi, 4 settimane fa da Adriano.
    • Questa risposta è stata modificata 2 mesi, 4 settimane fa da Adriano.
    #186909
    fernando
    Moderatore

    Che dire? Mi sembrano delle ottime vacanze….. ed avere una Compagna che alla domanda “dove vuoi andare?” ti risponde GROSSGLOCKNER è una gran cosa! Grande Caterina! 💪💪💪

    • Questa risposta è stata modificata 5 mesi, 1 settimana fa da fernando.
    #186920
    Adriano
    Moderatore

    Che te lo dico a fare 😎😎😎

    Life is a journey, not a destination !

    #186966
    kiwi1
    Partecipante

    …che meraviglia….,si certo, il viaggio, ma anche il racconto… non smetterei mai di leggerti !!! Grandi raga…, grazie per tutte le emozioni che riesci a trasmetterci….✌✌✌

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