Report Raduno 2017 “Longarone” by Adriano

Beh, che dire… le sensazioni in attesa del raduno quest’anno erano molto diverse da quelle che ho provato gli anni scorsi.
Quest’anno ho ricoperto il ruolo di organizzatore, anche se non sono d’accordo a definirmi così…

Ecco come iniziare!
Voglio ringraziare Gullivel e Michele, miei compagni di questa avventura: organizzare il raduno del decennale del forum!
Minchia… che responsabilità…

Gullivel è stato, a tutti gli effetti, quello che dei tre si è prodigato di più.
Si è occupato dell’oganizzazione dell’hotel, di raccogliere gli acconti e di gestire la cassa.

A Michele va il plauso di aver passato l’ultimo anno a pensare, progettare, realizzare, modificare, rimodificare e rifinire la grafica delle magliette commemorative.
Con Gullivel si sono occupati di identificare il fornitore giusto, non volevamo una T-shirt qualsiasi… volevamo rendere omaggio alla Serenissima Repubblica di Venezia utilizzando i colori del gonfalone veneziano: amaranto ed oro!

Io sono quello che dei tre ha avuto i compiti meno gravosi e più semplici da organizzare, ovvero la definizione del percorso del giro e dei menù!
Ma non avrei potuto comunque fare nulla senza il supporto di Gullivel e Michele…

Detto questo, partiamo con il report!
Andiamo alla mattina di venerdì 14 luglio, ore 4:30…
Un tuono fragoroso rompe il mio sonno, apro gli occhi e le orecchie… ascolto… noooooo!!!! Sta piovendo!!! E senti che forte!!! Noooo… non è possibile, proprio oggi??? Mi chiedo… ::rolleyes::
Non riesco più a prendere sonno… ho appuntamento alle 9:30 con Gullivel e Michele per la partenza verso Longarone.
A sole ormai sorto ci teniamo in contatto per monitorare la situazione meteo, ma sempbra proprio che l’acqua che cade continui ad aumentare!
Rimandiamo la partenza di una mezz’ora, prima, e di un’altra mezz’ora, poi…
Appuntamento alle 10:30!
Dopo essere intervenuto sulla Bull di Gullivel per sostituire la lampadina posteriore bruciatasi, partiamo con la tuta antipioggia addosso, ma beffardamente percorriamo tutto il percorso fino a Longarone senza prendere una goccia!

Facciamo sosta al distributore vicino all’hotel, e qui le nuvole lasciano spazio ad un sole splendente.

Raggiungiamo l’hotel, ci facciamo consegnare le chiavi del garage e posteggiamo le cagne, predisponendo il parcheggio del branco…

Saliamo in camera per depositare i bagagli e preparaci per accogliere il banco.

Alzo le tapparelle della mia stanza e… eccola li, la diga! Davanti dritto a me…
Sarà una presenza importante, pesante per il raduno… ma è uno dei motivi per cui abbiamo scelto Longarone come sede del raduno.

Scendiamo verso le 14:00 ed andiamo al ristorante Torre 2, dove ceneremo entrambe le sere, per sincerarci che sia tutto pronto per i nostri ospiti e per mangiare un boccone.

Il tempo vola, arrivano Fernando, Andrea, Paola, Jake e Lorraine, Giuliano, Termobull e Tiz.
Arrivano anche la Cate e Maria, con il prezioso carico delle magliette.

Quanto abbiamo aspettato questi abbracci!!!

Improvvisiamo una visita alla diga…
Scendiamo a piedi per la frana fino a toccarla… cristo… che sensazione toccarla, ogni volta mi scombussola l’anima!

Andiamo poi a fare una visita ad Erto, parcheggiamo di fronte al laboratorio del maestro Mauro Corona.

Una birretta al bar e… uno scroscio tanto improvviso quanto vigoroso ci sorprende!

Appena lo scroscio passa risaliamo in moto… non prima di svuotare il casco di Termobull rimasto appeso al manubrio e dopo aver scoperto che Andrea ha bucato!!! :evil:

Merda!!!

Corriamo al primo distributore che troviamo per gonfiare la ruota, io vado avanti in cerca di un gommista che il benzinaio ci indica essere a Longarone, ma lo trovo chiuso per ferie…
I ragazzi mi raggiungono, degli operai ci indicano un paio di officine che fanno anche gommisti li vicino… ma le troviamo entrambe già chiuse, alle sei di pomeriggio!!! :evil:
Ci rechiamo al distributore per prendere una bomboletta ripara gomma e tentiamo la riparazione…

Rientriamo all’hotel, nel frattempo è arrivato il resto del gruppo.

Abbracci e sorrisi che attendevo da un anno di vedere, eccoci qui finalmente riuniti!

Manca solo Juian, che è partito da Ancona nel pomeriggio per un contrattempo…

Facciamo accomodare tutti in stanza e per l’ora di cena ci rechiamo al vicino ristorante.

Menù della serata:
– Antipasto della casa con affettati misti e formaggi
– Risotto ai funghi
– Tagliatelle al cervo
– Pastin (una salsiccia tipica della zona) con la polenta
– Tiramisù

La mattina successiva ci svegliamo di buon’ora ed in sala colazione ci si ritrova con gli occhi stropicciati ma con tanta vogli di affrontare la giornata che sta iniziando.

Rudy offre ad Andrea un provvidenziale kit di riparazione per la sua gomma forata, dato che la bomboletta non ha sortito l’effetto sperato…

Raduniamo il branco, tutti pronti per partire!
Maaaa… il plasticone di Andrea ha bisogno di una pompatina alla gomma posteriore, per cui il gruppo parte con Gullivel in testa mentre io e la Cate aspettiamo Andrea che fa un salto dal gommista più vicino per gonfiare lo pneumatico.
Quando ritorna imbocchiamo la Val Zoldana e nei pressi di Forno di Zoldo raggiungiamo il branco fermatosi ad un distributore per il rifornimento.

Dopo il problema alla lampadina di Gullivel ed allo pneumatico di Andrea, questo raduno richiama un problema dietro l’altro!
La Bull di Kiwi ha la tosse… gira ad un cilindro!
Con Ponch facciamo una rapida analisi della situazione e scopriamo che è partita la bobina del ilindro anteriore! ::e_surprised::

Caso vuole che Robertogen mi ha portato le sue bobine della Twin Tec che non usa più e potrebbero essere la soluzione al probema… ma sono nella mia stanza in albergo! Per cui calzo il casco e volo in hotel, instanto il resto del gruppo riparte per la prossima tappa del giro: Passo Giau!

In mezz’oretta vado, torno e con Ponch rimettiamo in funzione la Bull di Kiwi!

Via, gli altri ci aspettano sul Giau!!!

Cavolo… fa freschetto ::e_biggrin::

Ripartiamo in carovana e scendiamo verso Cortina.

Io faccio da scopa e da dietro al gruppo godo di un incredibile spettacolo, un serpentone sterminato di 30 moto che si attorciglia sui tornanti del Giau, è stato un peccato capitale non avere una telecamera attiva in quel momento!

La tappa sucessiva è sul Passo Falzarego, ai piedi del Monte Laganzuoi.

Scendiamo ad Arabba.

Passando per i centri dei paesi lungo il nostro percorso non passiamo certo inosservati, un branco di molossi d’acciaio che rantolano ed abbaiano!
Finiamo inevitabilmente nella memoria di molte macchine fotografiche e di molti smartphone ::mrgreen::

Destinazione Passo Pordoi!

Pranziamo all’Hotel Savoia, questo il menù:

– Piatto unico con spatzli agli spinaci con speck, cervo, capriolo, polenta e funghi

Insomma, tutti i sapori delle Dolomiti ::razz::

Il nostro arrivo al passo passa ancora meno inosservato :lol:

Foto di gruppo, da utilizzare come locandina per il prossimo raduno ::e_wink::

Siamo ormai a metà raduno… ::e_confused::

Riprendiamo la strada e scendiamo a Canazei, dopodiché intraprendiamo la salita che ci porterà a Passo Fedaia, ai piedi del ghiacciaio della Marmolada.
Portiamo il branco fino al punto più alto raggiungibile in moto, al Rifugio Cima Undici.

Sapevo che la vista da quassù sarebbe piaciuta, ma non avrei immaginato che colpisse così tanto tutti quanti.
Qui abbiamo raggiunto l’altitudine massima del giro. L’aria è frizzante, nonostante ci sia il sole chi come Japo non è abituato alle temperature dolomitiche qui si sente un pochino come se fosse in un freezer :lol:

Ormai il giro volge al termine, scendiamo a Sottoguda e raggiungiamo Caprile, da qui risaliamo a Selva di Cadore e poi su sul Passo Staulanza.

Foto di gruppo con le cagne ::e_smile::

Il giro è proprio finito… ripercorriamo la Val Zoldana e ritorniamo a Longarone.

Improvvisiamo un’altra visita alla diga, per chi vuole tornarci una seconda volta e per chi il venerdì non ha potuto venire.
Questa volta andiamo a percorrere una stradina che si inerpica sulla frana e che ci porta su luoghi che nemmeno io conoscevo… possiamo quasi toccare con la mano la ferita della montagna, possiamo vedere da una prospettiva diversa il paese di Casso con le sue case ancora distrutte e su Erto.

Rientrati all’hotel ci tuffiamo in doccia velocemente e poi giù al ristorante!
Abbiamo ancora poche ore di raduno a disposizione, ma con le gambe sotto ad un tavolo ed un bicchiere pieno di vino ci avviciniamo con più entusiasmo alla fine di questa avventura.

Il menù della serata prevede:

– Antipasto con salumi locali e melone
– Risotto con asparagi
– Gnocchi alla zucca
– Cervo in salsa di pere e polenta
– Strudel

In questa serata ci facciamo il pieno agli occhi dei sorrisi di questi amici, che un giorno una bestia d’acciaio ha fatto incontrare e che ora sono indivisibili!

Ma è anche la serata che porta alla decisione di quale delle candidate location del raduno 2019 sia la più adatta.

Rosso propone una fantastica soluzione: il Gargano!
Ma una schietta analisi porta alla luce delle difficoltà oggettive che obbligherebbe a chi viene dal nord di dedicare 5 giorni al raduno.

Japo e Damiano propongono un raduno a Levanto, è un’idea nata di recente ma che ha tutto un suo perché.
Senza contare la carta pesante che Japo ha buttato sul tavolo: ha promesso un’ombrellina per partecipante!!! ::e_geek::

Andrea propone da tempo un raduno sull’Idola d’Elba, ed è a lui che viene affidato l’incarico di organizzare il prossimo raduno!
Gli viene affidato il compito di verificare la fattibilità sia in termini di periodo temporale che in termini di costi, da effettuare entro la fine dell’autunno prossimo.

La mattina inizia con calma, a rilento…
Il raduno si è svolto in maniera precisa, senza fretta e questo ha messo tranquillità a tutti.
Ci ritroviamo in sala colazioni e noto che su tutte le facce c’è una sorta di soddisfazione mista ad un senso di pace.

Lasciate le camere raduniamo tutte le moto davanti l’hotel, ce l’ha chiesto la responsabile della reception per poter immortalare l’evento e farsi un po’ di pubblicità. Ma fa molto piacere anche a noi, è un’altra cartolina di un evento che difficilmente dimenticheremo…

Questo è stato l’ultimo atto del raduno… iniziano i saluti, scappano le lacrime che difficilmente riusciamo a nascondere… salutare dei fratelli sapendo che passerà un altro anno prima di rivederli non è mai facile!

Partono tutti, rimaniamo io, Gullivel, Mihele… Techmik… sono anni che gli ho promesso di portarlo in Malga Lozen… e Tiz, che non si fa certo malcare l’occasione di un pranzo in malga!

Salutiamo anche Caterina e Maria, che rientrano con la nostra auto di servizio, e partiamo imboccando la Val Zoldana.
A Forno di Zoldo prendiamo per il Passo Duran. Purtroppo l’asfalto non è il top, ma questa salità è una delle più entusiasmanti delle Dolomiti… infatti quando arriviamo in cima al passo Techmik ci fa “Vi odio a morte!!! Vivete in un luna park!!! Questa è una delle salite più belle che abbia mai fatto in vita mia, sembra il Gavia in miniatura!” ::mrgreen::

Proseguiamo verso Agordo, da qui prendiamo per Frassené, Forcella Aurine, Don di Gosaldo e poi su al Passo Cereda.

Qui non ci fermiamo, quindi scendiamo per i tornanti spettacolari ed arriviamo a Transacqua e poi a Fiera di Primiero. PAssiamo Mezzano e da Imer scaliamo il Passo Gobera, percorriamo così un tratto di una delle prove speciali del Rally di S. Martino.
Seguiamo poi per Zortea imboccando la Valle del Lozen e finalmente arriviamo in malga.

Finalmente???
Cavolo, ci sono talmente tante auto parcheggiate che quasi non si passa in moto…
In qualche modo guadagnammo il parcheggio della malga, c’è una marea di gente fuori che aspettano… entro, quando la Silvia (la padrona di casa) mi vede mi fa “Cccciaooooo!!! Non sarai mica venuto a pranzo adesso??” (sono le 13:30) “Quanti siete? 5??? Eh… ci vorrà almeno un’oretta e mezza per il tavolo…”.

Grazie Silvia, ma sarà per un’altra volta…
La Malga Lozen ormai è diventata famosa ed arriva gente da tutta Italia per godere delle squisitezze che qui servono, ma in una giornata così è meglio starci lontano!

Decidiamo di scendere in Valle del Vanoi a Canale S.Bovo… prima di partire salutiamo Tiz che decide di fermarsi a trovare la sorella che ha casa a Prade (un altro paesino del Vanoi).
Scesi a Canal S. Bovo ci fermiamo a pranzare alla Trattoria La Fornace, si tratta di un localino con annesso un distributore… apparentemente poco attraente ma la cucina è tipiccisima, espressa e di grande qualità!

Scopro in seguito che Tiz è rimasto bloccato in malga per mezz’ora, gli si è inceppato il blocchetto dello sterzo e non riusciva a chiamarci per chiedere aiuto… il Lozen è talmente un paradiso che nessun operatore telefonico ha campo! Disolito questo è un pregio della zona… ma stavolta si è rischiato di vedere la Delirio caricata su un trattore per tornare a valle! :shock:
Per fortuna a suon di pugni e bestemmie il blocchetto si libera e Tiz riparte…Cavolo, che raduno pieno di guasti ed inconvenienti… penso… per fortuna è finito… penso…
Se non ché mi arriva un messaggio su Messenger da Jake “Urgent. I have broken down near you in Chioggia. N45.14459 E12.26610. Please Call 0044************. Thaks”Quand’è che imparo a stare zitto??? ::rolleyes::Problema, Jake ha un numero inglese ed il mio contratto telefonico non mi permette di chiamare numeri esteri… per cui proviamo più volte a chiamarlo con il telefono di Gullivel finché prende la linea.
“Jake, what’s wrong with your bike?” chiedo io… lui mi risponde parlando in inglese strettissimo… capisco solo che pensa di avere un problema alle valvole di un cilindro…
Cavolo, è davvero non molto lontano da casa mia… ma io sono a 100 km da casa, in moto e devo accompagnare Techmik con Gullivel e Michele fino in Valsugana dove poi prenderà per Trento e da li dirigerà verso casa….

Come fare???
Beh, avviso tutto il gruppo whatsapp… confido in un suggeirmento sul da farsi… ma da qui accade qualcosa che ancora adesso mi fa venire la pelle d’oca!
Ponch si rende disponibile a raggiungerlo, Rudy chiede “attacco il carrello?”, credo che non faccia in tempo ad attaccarlo che è già in viaggio verso Chioggia con Ponch, puntando alle coordinate fornite da Jake.

Nel frattempo noi continuiamo il nostro percorso per accompagnare Techmik, scaliamo il Passo Brocon ed in cima ci fermiamo per monitorare la situazione dei soccorsi a Jake che si stanno organizzando…
Siamo fermi davanti al rifugio Passo Brocon e mentre messaggio con il cellulare noto dallo specchietto un capannello di curiosi che dietro di me osservano e commentano la Bull…
E’ inutile, è la moto più bella del mondo, nessuno se ne è accorto a tempo debito ed ora che ha 15 anni tutti ne rimangono affascinati!!! ::mrgreen::

Rudy e Ponch sono alla ricerca di Jake e Lorraine… e noi scendiamo a Strigno e qui, all’imbocco della Valsugana, ci fermiamo per salutare Techmik dandoci appuntamento per ritentare un approccio alla Malga Lozen in un periodo meno incasinato.

Riprendiamo la strada e dirigiamo verso casa… Solita sosta a Merlo per prendere fiato e monitoriamo la situazione della issione di salvataggio…

Raggiungiamo poi, non senza un po’ di fretta, casa… un saluto ed un abbraccio a Gullivel e Michele sotto casa mia, sono stati dei compagni di avventura meravigliosi! Ora dovremo trovare un nuovo tema per le nostre serate al Garage di Mezzo (la birreria divenuta ormai la nostra tana…) ::mrgreen::

Ma cavolo.. ci sono ancora Jake e Lorraine da soccorrere…
In serata i nostri ci inviano le foto della Bull sul carrello, e qui un sospiro di solievo viene tirato! ma non è finita… Jake e Lorraine devono raggiungere casa, per cui occorre accompagnarli a Bologna per prendere il treno…
Paolo accorre a dare supporto alla missione di salvataggio ed inizia una corsa contro il tempo!
Non c’è posto su nessun treno diretto o veloce, ma dovranno accontentarsi di un regionale che li porterà fino a Pescara verso le 4 di mattina e da qui cambiare treno per Vasto…

Termobull si offre di andarli a prendere in auto a Pescara ed accompagnarli fino a casa, con l’aiuto del figlio per le traduzioni…
Termobull ha appena finito di sciropparsi gli oltre 1000 km del raduno!!! Un eroe!!!

Gullivel monitora i tempi del treno, aggiorna tutti sui ritardi del convolgio ma anche sul suo recupero del tmepo perso…

Cavolo, Paolo non ce la fa! Manca di poco il regionale…

Piano B: Paolo e Monia accolgono per la notte Jake e Lorraine in casa propria e la mattina dopo li accompagnano nuovamente in stazione a Bologna!

E così avviene…

Jake e Lorraine arrivano a casa nel pomeriggio di lunedì 17 luglio sani, salvi, con la loro Bull nelle mani del Dottore e soprattutto consapevoli che i Bulldoggers italiani sono una grande famiglia!!! ::mrgreen::

Jake ha poi pubblicato su facebook questo post (vi copio/incollo la versione in italiano tradotta da google):

Spiacenti per la nostra mancanza di lingua italiana (google translate) …..

Vorremmo dare BIG Grazie a tutti i Bulldogger italiani, che ci hanno aiutati quando abbiamo rotto la domenica, sulla via del ritorno dalla 10a riunione annuale bulldog italiana (Longarone – Dolomite mountains). Il nostro tentativo di riparazioni stradali, nel caldo non funzionava – mancanza di attrezzi. Ringraziamenti speciali vanno a ….
Adriano Milanese – il nostro primo punto di richiamo d’aiuto, per contattare tutti i seguenti per ottenere il Bulldog in un luogo sicuro e noi a casa. Grazie a voi e alla squadra per organizzare un grande incontro / fine settimana;
Michele Barrellal, per la sua interpretazione dei nostri problemi Bulldog;
Walter Pozzatello, maestro meccanico – per l’utilizzo del suo garage e, probabilmente, la diagnosi (e fix) del nostro Bulldog …. Organizzare i trasporti, trovare tempi di treno per i due di noi per tornare a casa; Aspettando con noi fino a quando il nostro ascensore è arrivato;
Rudi (Rodolfo Bertoncini Bolzan) e Saida Bisconcin, per il trasporto del Bulldog in un luogo sicuro …. E seduto con noi, ci ha divertiti fino al nostro ascensore (+ 180 km);
Amicarella Paolo & Monia, per uscire dalla nostra ripartizione per prenderci, dandoci un ascensore alla stazione ferroviaria di Bologna …… ma, il tempo era contro di noi, quindi incapace di prendere un treno prima di mezzanotte. Paolo era abbastanza gentile da offrire la sistemazione per la notte. Questa mattina ci ha portati alla stazione ferroviaria, assicurandosi che siamo stati sul treno corretto, con il tempo per le connessioni per arrivarci a casa (+ 160 km);
Remo Ricci, per la sua offerta di raccogliere dalla stazione ferroviaria di Pascara alle 03:30, per poi portarci a casa, dopo la sua corsa a casa dall’incontro bulldog (Longarone – Termoli – Pescara – Atessa – Turmoil = + 1000 km);

Ognuno di voi, e altro, ha rinunciato a molte ore del tuo tempo e ai soldi (carburante e tasse), per aiutarci a tornare a casa, il Bulldog in un luogo sicuro. Noi davvero, apprezziamo davvero tutto quells
che è stato fatto per noi e per nostro conto.
Sei tutti veri amici, una vera famiglia di Bulldog.
Spero che tutti sono arrivati a casa, aspettando di vedere tutto l’anno prossimo … … o prima.

Jake & Lorraine

by Adriano

You may also like...