Moto-ferie 2020

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  • Questo topic ha 25 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 3 mesi fa da Avatarkiwi1.
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  • #186040
    AvatarAdriano
    Partecipante

    Ogni anno lo so… aspettate trepidanti questo evento… il report delle ferie estive mie e di Gullivel!

    Ed anche quest’anno è giunto il momento!

    Vi chiediamo già scusa se anche quest’anno… per i terzo anno consecutivo… i luoghi che abbiamo visitato sono principalmente gli stessi, ma che volete fare… la goduria di percorrere certe strade ed iammirare certi paesaggi da dipendenza!

     

    Ed allora via… martedì 18 agosto partenza la mattina presto, alle 6:00.

    Giusto il tempo di fare il pieno al distributore di fianco a casa e Gullivel arriva davanti al mio cancello. Quest’anno con l’HD, tradisce la Bull ma questa volta è perdonato: gli pneumatici della Bull non sarebbero riusciti a coprire sia i km delle ferie che quelli del raduno, per cui ha preferito risparmiarli ovviamente per il raduno.

    Life is a journey, not a destination !

    #186041
    AvatarAdriano
    Partecipante

    Via via via!!!

    Veloci che la giornata sembra già fin troppo corta…

    Corriamo ad imboccare la Valsugana, sosta colazione in una stazione di servizio all’altezza della Val di Sella, poi passiamo Trento, percorriamo la Val d’Adige, poi la Val di Non, passiamo Cles ed imbocchiamo la Val di Sole… una delle famigerate valli in cui il Trentino-Alto Adige ha instaurato dei limiti di velocità differenziati: 60 all’ora per le moto e 90 all’ora per tutti gli altri mezzi!

    Non commento, fate voi… avevamo il camion della spazzatura che in salita ci spingeva…

    Una volta arrivati al Passo del Tonale il meteo, bello fin qui, ci gioca un brutto scherzo. Appena spento le moto inizia a diluviare, forte.

    Entriamo nello chalet a bere un caffè ed a fare il punto della situazione.

    Il meteo non sballa, anzi se possibile si incattivisce…

    Life is a journey, not a destination !

    #186042
    AvatarAdriano
    Partecipante

    Usciamo dal locale, ci bagnamo il cu*o per prendere le tute antipioggia sulle moto… ci vestiamo e riprendiamo la strada, direzione Ponte di Legno.

    Fa freddo, ovviamente la pioggia sembra non volerci lasciare… ed invece quando iniziamo la salita per il Passo Gavia qualcosa cambia.

    Ad ogni tornante piove meno. Il nuvolone che ci sta sciacquando pian piano sale e ci lascia intravedere le magnifiche montagne che anticipano il passo, un tripudio di cascate che sgorgano dai loro pendii fino a formare torrenti verticali che a loro volta si gettano in uno dei laghi alpini, di sicura origine glaciale, che abbia mai visto! Peccato non potersi fermare a scattare un po’ di foto…

    Arrivati al passo l’aria cambia, non è più gelida come prima, non piove più.

    Life is a journey, not a destination !

    #186043
    AvatarAdriano
    Partecipante

    Teniamo su le antipioggia e scendiamo verso Bormio.

    La strada fa sempre schifo, anche se qualche tratto è stato riasfaltato… per lo meno dove l’anno scorso la strada presentava degli scalini longitudinali anche di 10-15 cm di dislivello… l’anno scorso avevo trovato un tipo che aveva divelto il cerchione posteriore di una Tracer 😖

    Arrivati a Bormio splende il sole e fa caldo…

    Facciamo il punto.

    L’idea è quella di fare lo Stelvio su tutti e tre i versanti, con i sensi di salita e discesa più avvincenti… ma con il meteo incerto rischiamo che se una volta arrivati a Prato allo Stelvio si metta a diluviare od ancora peggio a grandinare… od addirittura in cima allo Stelvio a nevicare… l’itinerario che avevamo in mente verrebbe irrimediabilmente compromesso e toccherebbe campiare prospettive.

    Decidiamo di giocare con la sorte e saliamo! Ma con l’antipioggia sempre addosso… per scaramanzia… e per il freddo che ci aspetta su a 2760 metri, l’App del meteo dice 4 gradi, vento sostenuto anche se niente pioggia.

    Saliamo da Bormio quindi, salita molto più avvincente rspetto a quella di Prato allo Stelvio anche se quest’ultima sembra molto epica vista in foto dall’alto.

    Da Bormio sono 49 tornanti se non ricordo male, ma tutti disegnati da un perfetto architetto biker. Si piega da paura, l’asfalto non è troppo rovinao ed il pesaggio è mozzafiato. Quasi un tratto perfetto.

    Al passo ci aspetta freddo sicuramente, ma scopriamo un sole che ci scalda l’animo e ci fa ben sperare.

    Life is a journey, not a destination !

    #186044
    AvatarAdriano
    Partecipante

    Se avessimo trovato brutto tempo saremmo riscesi a Bormio per continuare per il restante itinerario prefissato, non ci fa paura la pioggia nemmeno a queste altitudini… ma un po’ il rischio ditrovarsi bloccati dalla neve ed un po’ l’inevitabile rallentamento che comporta girare con la pioggia sarebbero stati un disastro.

    Scendiamo quindi a Prato allo Stelvio.

    Qui facciamo tappa ad un bar per un toast veloce.

    Fa davvero caldo, verrebbe la tentazione di spogliarsi e passare alla tenuta estiva, ma le altezze che raggiungeremo sarammo importanti fino a sera.

    Ripartiamo e raggiungiamo Tubre. Qui passiamo il confine con la Svizzera a Mustair ed andiamo a percorrere il versante più bello ed avvincente dello Stelvio sotto ogni punto di vista, paesaggistico… stradale… emozionale: l’Umbrailpass !!!

     

     

     

     

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    • Questa risposta è stata modificata 3 mesi, 2 settimane fa da AvatarAdriano.
    #186046
    AvatarAdriano
    Partecipante

    Uno potrebbe pensare che già così si sarebe potuto godere che basta… di per se fare lo Stelvio su tutti i tre versnti è una bella avventura, ti fa fare pace con te stesso dopo gli stress della vita da “cittadino” quest’anno anche devastata dal covid…

    Non vi sto a descrivere la goduria di piegare a 2500… 2600… 2700 metri con intorno a te il paradiso… di come le Q2 si incollino a terra e non c’è manata di gas in uscita che le scomponga… di come la Bull esca dai tornanti lasciandosi dietro tutte le altre moto (per i primi 10 metri di accelerazione, vero… poi in allungo è altra storia, ma nessuna ha la stessa spinta da fionda!).

    Ecco uno potrebbe essere già soddisfatto e bramare un tavolo di un bar, una seggiola ed un occale di birra.

    Ed invece no!

    Riscesi a Bormio raggiungiamo Tirano.

    Piccola sosta per riprendere fiato, per toglierci qualche altro indumento termico e poi via! Varchiamo il confine svizzero nuovamente ed adiamo a spararci il Passo Bernina!

    Due anni fa l’avevamo già fatto nel senso opposto, ma salire da Tirano è molto più avvincente.

    Una parentesi… pensavo di aver conosciuto già bene le Dunlop Q2 sui passi Dolomitici, ma in questo inizio di moto-ferie mi rendo conto di una cosa che prima mi era passata in secondo piano.

    Una cosa che ho sempre patito della Bull è quella tendenza a chiudere lo sterzo quando va in piega… e più gli pneumatici montati hanno il profilo a “V” e più la situazione peggiora… ti trovi sempre a dover spingere con la mano interna il manubrio per controsterzare… ovviamente se si gira in pianura od in collina questo effetto è poco evidente, ma se scali passi Alpini tutti i week-end e perfino nelle ferie la cosa diventa non solo fastidiosa, ma soprattutto stancante e di conseguenza pericolosa! Ricordo che al giro delle ferie dell’anno scorso, quanto montavo le Bridgestone BT 016 Pro non riuscivo più a fare i tornanti, la Bull era diventata un macigno da controsterzare…

    Beh, avevo già notato che con le Q2 questa sensazione era sparita, ma non avevo ancora avuto modo di immergermi nella guida così profondamente come in questa occasione… e quello di cui sono rimasto esterefatto è l’assoluta compostezza con cui la Bul scende in piega, anhe fino a grattare le pedaline, impostando “da sola” l’angolo di piega e l’angolo di sterzo. Le mani servono solo per dare gas, agire sulle leve e tenersi duro in accelerazione ed in staccata. Basta spostare il peso all’interno quel tanto che basta e lei fa il resto.

    Questa sensazione l’avevo provata solo con le RS2, ed è ciò che dopo di loro mi è mancato tantissimo… fin’ora.

    Le strade che abbiamo fatto fino a Tirano bene o male le conoscevo già, ma salendo sul Bernina ho potuto affrontare un versante mai fatto prima in questo senso di marcia e quindi è stato un vero banco di prova, sia per le gomme che per me. Fantastico arrivare su senza affanno ma con il rumore delle pedaline che grattano…

    Life is a journey, not a destination !

    #186047
    AvatarAdriano
    Partecipante

    Ormai la serata volge, quasi al termine, ma noi abbiamo ancora molta strada da fare…

    Scendiamo a St. Moritz, costeggiamo il Lago di St. Moritz, poi il Lago di Champfér, il Lago di Silvaplana, il Lago di Sils (ca**o non finivano più sti laghi 😆), passiamo la dogana di Castasegna ed imbocchiamo la Valchiavenna.

    Il nostro hotel è a Piuro (da cui l’hotel prene il nome).

    Tempo di fare il check-in ed inizia a piovere… per fortuna nella parte più emozionale del giro il meteo ci ha risparmiato!

    Scarichiamo le moto, doccia e fuori a cena, in un locale caratteristico della vallata, il Crotto Belvedere

    https://www.crottobelvedere.com/

     

     

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    #186048
    AvatarAdriano
    Partecipante

    La mattina seguente le aspettative per la giornata sono alte, l’itinerario previto è di quelli epici!

    Quando ci svegliamo fuori è ancora buio, alle 6:15, ma dobbiamo rifare le borse e tempo di scendere per la colazione è chiaro che la giornata partirà fresca ma il sole sarà protagonista.

    Tempo di ricomporre le moto e riapartiamo!

    Puntiamo a Nord e ben presto iniziamo la salita al Passo Spluga. All’inizio il traffico che incontriamo ci fa un po’ penare, facendoci godere solo a metà del susseguirsi continuo di tornanti. Ci mettiamo un po’ a liberarci di tutte le auto che intasano questa strada, sembra quasi una processione di incapaci alla guida…

    Una volta avuta strada libera impostiamo il nostro passo, la Bull danza tra curve e tornanti… dopo 10 anni ed oltre 80.000 km insieme scopro (sempre merito delle Q2) che posso piegare con una sola mano, le scende e si rialza da sola.

    Arrivati al passo Gullivel scende dalla moto… e mi fa “L’anno prossimo ricordami di lasciare a casa l’Harley !”, dolorante… ovunque!!! 😂

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    #186049
    AvatarAdriano
    Partecipante

    Da qui inizia un lungo trasferimento, che ci porterà in un luogo speciale.

    Un paio di orette in cui scorrazziamo per zone mai esplorate, da noi, prima in Svizzera. Tutto bello, questo paese è un incanto per i paesaggi ed un sogno per le strade… ma due cose fanno girare fortemente le balle… l’ospitalità ed i lavori in corso!

    Se ti fermi a bere un caffè in un bar… a parte che il caffè è acqua ed un cucchiaio di terra… come intuiscono che sei italiano non ti guardano nemmeno in faccia, se tu gli parli in inglese (sappiamo bene che in Italia impariamo le lingue dei nostri turisti ma in crucchiland o parli tedesco o stai a casa tua…) loro ti rispondono in tedesco! Lo capiscono l’inglese, ma gli stai sul ca**o a prescindere in quanto italiano!!!

    E poi i lavori in corso… lo sappiamo che la Svizzera è perfettina in tutto e per tutto, ma ogni isciata di cane c’è un cantiere!!!

    Se devono riparare una buca… fanno un senso unico alternato e regolato da semaforo lungo 200 metri, rimuovono un’intera carreggiata per 50 metri e rifanno tutto dal fondo… avremo trovato almeno un ventina di cantieri stradali solo su questo tratto, a fine giornata saranno più di un centinaio, e non esagero!

    Il passo successivo è famoso per essere l’unico passo dotato di faro… proprio come un porto!

    E’ il passo Oberalp!

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    #186050
    AvatarAdriano
    Partecipante

    Scendiamo ad Andermatt… l’adrenalina sale perchè ogni cellula del corpo sa perfettamente qual’è la prossima tappa!

    Si sale in paradiso !!!

    La salita al Furka da Andermatt è un’esperienza mistica.

    Non ci sono parole per spiegarla e purtroppo non ho fatto foto… è impossibile fermarsi e farle… quando metti ruota qui entri in trance e diventi un tutt’uno con moto, gomme, asfalto, tornanti, montagne, ghiacchiai, cielo… Quando arrivi in cima pensi che quando morirai le tue ceneri dovranno essere sparse qui e la tua moto dovrà diventare uno dei tanti cimeli motociclistici che qui ossequiano ed osannano il nostro essere!

    Se penso al Furka i peli non possono fare a meno di rizarsi…

    Giusto per capire un pochino di “dove” si sta parlando, buasti guardare “James Bond – Goldfinger”… quando ancora parte del passo era sterrata.

     

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    • Questa risposta è stata modificata 3 mesi, 2 settimane fa da AvatarAdriano.
    #186053
    AvatarAdriano
    Partecipante

    Arrivati in cima al passo io e Gullivel non ci parliamo… ci guardiamo, facciamo un grande sospiro… e guardiamo il paradiso che abbiamo appena conquistato..

     

     

    Il video mostra il Passo Grimsel visto dal Passo Furka, appena sopra il famosissimo Hotel Belvedere, posto nell’altrettanto famosissimo tornante del ghiacciaio del Rodano.

    Giusto per farvi un’idea della maestosità del posto, notate quando zoommo sui tornanti che salgono sul Grimsel le dimensioni della moto che sta scendendo.

    Questo paradiso in terra è lungo una quindicina di chilometri… questo giro che abbiamo organizzato, per la verità l’ha progettato Gullivel, ha avuto come unico senso quello di vivere questi quindici chilometri.

    Più di 1400 km fatti solo per percorrere questi quindici chilometri… lo capite già così che è un posto speciale.

    Purtroppo la tabella di marcia è serrata! Non possiamo che trascorrere qui solo qualche minuto, la destinazione è moooolto lontana ancora!

    Scendiamo a Gletsch, dove c’è la stazione dei treni a vapore che si arrampicano fin su sul Furka, poi sull’ Oberalp e raggiungono Tirano. La si vede nel video sopra, quando zoommo.

    E qui intraprendiam oun’altra salita epica, quella che posrta al Passo Grimsel.

    Non lascia fiato… i tornanto perfettamente disegnati, perfettamente asfaltati, perfettamente immersi in un paesaggio unico.

    La tentazione di voltarsi per guardare verso il Furka è grande, ma la Bull richiede l’attenzione sulla strada. Basta puntare con lo sguardo dove la voglio far passare, dove voglio che pieghi e dove voglio che si rialzi. Le esegue. Rientro in trance e mi godo ogni metro di strada, con tutto quello che comporta e tutto quello che la circonda… Sono attimi che non voglio dimenticare mai. Un giorno, quando sarò vecchio e malconcio anche questi ricordi mi aiuteranno a pensare che in fondo la mia vita non è stata poi male!

    Life is a journey, not a destination !

    #186054
    AvatarAdriano
    Partecipante

    Ancora una volta dobbiamo immagazinare tutte queste emozioni in pochi minuti, dobbiamo rimetterci in strada e scendiamo… provando già un profonda nostalgia per questi due passi appena fatti… e raggiungiamo Innertkitchen e facciamo tappa per pranzo all’Hotel & Post Innertkitchen, ormai nostra tappa abituale quando siamo di passaggio di qua, locale che ci aveva fatto conoscere Rosso 2 anni fa. E’ un locale in cui i motociclisti di passaggio si trovano come a casa, anche e soprattutto per la magnifica cameriera spagnola (se ricordate l’anno scorso avevo pubblicato una foto del suo lato… più interessante 😉) che ama tanto i bikers italiani 😀

    Life is a journey, not a destination !

    #186055
    AvatarAdriano
    Partecipante

    Con la pancia piena risaliamo in moto… e su per il Passo Susten!

    Anche qui troviamo una marea di lavori in corso che rallentano la marcia, uno proprio all’ingresso della galleria in cima al passo. Il semaforo rosso dura una vita…

    Life is a journey, not a destination !

    #186056
    AvatarAdriano
    Partecipante

    Dal Passo Susten scendiamo a Wassen, poi puntiamo al Passo Klausen.

    Ricordiamo questo passo perchè due anni fa l’abbiamo percorso nel senso contrario e qui è iniziata la nostra avventura del giro sui passi svizzeri sotto ad un diluvio durato quasi 13 ore… ricordiamo una strada stretta, tortuosa e di non aver visto nulla del paesaggio per via delle nuvole basse.

    Oggi ci rifacciamo con gli interessi!

    cL8VYcMN

    Life is a journey, not a destination !

    #186057
    AvatarAdriano
    Partecipante

    Questo era l’ultimo passo che avevamo in programma per la giornata…

    Da questo momento in poi inizia una lunga ed estenuante fase di trasferimento per raggiungere la località predestinata per passare la notte.

    Stiamo parlando di… non ricordo esattamente… ma circa un paio di centinaia di km ancora.

    La nostra marcia viene inesorabilmente rallentata da una serie infinita di lavori in corso… solito cantiere lungo 200 metri anche solo per irparare una buca… semaforo… coda…

    Giriamo intorno al Liechtenstein ed entriamo in Austria a nord del paradiso fiscale.

    La nostra meta è Feldkirch.

    Se a qualcuno questo nome non suona nuovo, io e Gullivel ci abbiamo fatto tappa già due anni fa. L’intento era infatti di pernottare all’hotel dell’altra volta, era in centroed era economico.

    Invece on-line non risultano camere disponibili (abbiamo fatto la prenotazione in pausa pranzo, sfuttando il wi-fi del ristorante) per cui Gullivel opta per un altro hotel, il più economico della zona che aveva stanze libere. Al momento della prenotazione non abbiamo letto le recensioni e non abbiamo approfondito. Abbiamo solo notato che non offriva la colazione nel prezzo… ma dato che avevamo già trovato questa situazione in passato non ci abbiamo fatto caso. Al nostro arrivo, all’imbrunire, scopriamo che l’hotel non è un hotel ma… un motel!!!

    E questo motel è situato su un edificio a forma di cubo, rivestito di placche metalliche tipo pelle di dinosauro in stile steampunk, dove al piano terra c’è una “burriteria” (si… un ristorante che fa solo burrito !!!) gestita da un bangla con in cucina un rasta…

    Chiediamo dell’hotel ed il bangla ci dice, in inglese stile Apu dei Simpson, che l’hotel è al piano di sopra… Gullivel chiede dov’è la reception ed il bangla, indispettito per il fatto che non capiamo dove siamo capitati (ma dove siamo capitati ???) ci mostra che fuori dalla porta c’è una macchinetta, tipo quella dei profilattici, tramite la quale dobbiamo fare il check-in (capito? La segreteria de lmotel è un macchinetta appesa ad un muro!!!). Ci guardiamo esterefatti… non sappiamo se risalire in moto e cercare nei dintorni un paio di letti in cui dormire oppure se cercare di capire come funziona la macchinetta, d’altronde i soldi della camera se li sono già presi dalla carta di credito…

    Dopo qualche smoccolamento la macchinetta ci eroga due chiavi elettroniche che ci permettono di salire ed accedere alla stanza.

    Per raggiungere l’ascensore dobbiamo passare nel piccolo corridoio che divide la cucina (da cui non vi spiego che razza di odori fuoriescono) e la saletta da pranzo della burriteria (ha la maggior parte dei tavoli fuori, bordo strada).

    Saliamo in ascensore… un dubbio su dove siamo capitati ci viene…

    Passiamo la chiave elettronica sulla toppa elettronica della porta, si apre… entriamo… beh… la stanza non è male, mobili in (finto ???) legno… solita odiosissima moquette per terra che tanto amano i crucchi… come’è il bano? Niente bidet ovviamente… ma doccia enorme completamente trasparente…

    E la camera? Divanone… lettone… sopra ai cuscini, per ogniuno, una confezione di Mentos…

    Ok, è chiaro dove siamo capitati!

    E’ uno di quei famosi motel in cui si portano le altrettanto famose zoccole austriache!

    Il divano serve per i primi istinti animaleschi… ma non vorrai mica scoparti la troia con l’alito da burrito? Fatti una Mentos e poi daje !!!

    A fine coito la zoccola ti fa lo spettacolino sexy nella doccia trasparente e poi ricominci!!! 😂

    Avviso Gullivel che non deve farsi venire strane idee…

     

    Vista l’ora tarda, sono già le nove e mezza passate, decidiamo di cenare ancora vestiti da moto.

    Ma che mangiamo? Burrito????? Per carità… San Google ci viene in aiuto e troviamo un ristorante-pizzeria nelle vicinanze che non sembra niente male.

    Chiediamo se c’è un tavolo, in inglese ovviamente… per fortuna troviamo una cameriera carina che si degna di risponderci (non è scontato che lo facciano da ste parti se non parli il crucco… specie se capiscono che sei italiano). Un cameriere ci porta il menù, spiaccica poche parole in inglese… il menù è in tedesco ovviamente… cerco una traduzione con Goolgle, ma nemmeno lui capisce il tedesco 😂

    Peccato, le foto dei piatti del locale su Google sono invitanti, ma optiamo per due pizze… andiamo sul sicuro… almeno per quelle i nomi sono in italiano!!!

    Se ci pensate la cosa è un po’ assurda… i crucchi ci odiano tanto ma quando c’è a mangiare per la pizza si parla solo italiano! E loro la pizza la adorano, la mangiano anche a colazione…

    Life is a journey, not a destination !

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