Adriano

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  • Adriano
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    Eh… ora tocca scrivere la chiusura di questo report…

    Si… manca di raccontare il rientro di Fernando e di Marvil… ma vorrei che fossero loro a raccontarlo, come del resto il viaggio di andata…

    Ma come chiudere questo report da parte mia ???

    Se per come iniziarlo non ho avuto dubbi, presentando uno per uno i protagonisti di questo viaggio, ora per chiuderlo… ci ho messo qualche giorno a pensarci su ed ancora sono in dubbio su come chiudere…

    L’affetto… l’amicizia… che mi legano ad ogniuno dei miai compagni di viaggio l’ho già raccontato… la meraviglia dei luoghi vistitati ed il divertimento nel guidare su quelle strade anche…

    Ah… potrei dirvi 2 dati impressionanti… in poco più di 1500 km percorsi abbiamo percorso 532 tornanti e più di 17300 metri di dislivello positivo…

    Ma sono numeri… vanno bene da raccontare per impressionare gli altri bikers davanti ad una birra e con le moto fuori con gli scarichi che ticchettano nel raffreddarsi…

     

    No no no…

     

    Cos’altro posso scrivere che non abbia già detto e ripetuto e che non risulti un suprfluo “farsi vedere” ???

     

    Beh… quello che posso scrivere, ora, è solo GRAZIE !!!

    Grazie a Caterina…

    Grazie ad Ezio…

    Grazie a Fernando…

    Grazie a Giovanni…

    Grazie a Marco…

    Grazie a Michele…

    Cosi… in rigoroso ordine alfabetico…

     

    GRAZIE a tutti voi per avermi dato l’opportunità di vivere un lungo momento di condivisione e di spennsieratezza che bramavo ma di cui non sapevo di aver così tanto bisogno !

     

    GRAZIE !!!

     

     

    Ora… invito i miei compagni di viaggio, specialmente Fernando e Marvil, a raccontare questa esperienza di viaggio fin dall’inizio, fin da quando si sono messe giù le prime idee, fino ad arrivare al ritorno a casa.

    Rendeteci partecipi di quello che vi è frullato per la testa, di quello che le vostre mani ed il vostro culo hanno provatu su tutti questi chilometri, fateci vedere le vostre foto che avete scattato !

     

     

    Life is a journey, not a destination !

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    Adriano
    Moderatore

    La mattina di venerdì 14 inizia con una velocissima colazione, Fernando e Marvil vogliono partire prima possibile prevedendo gli inevitabili problemi del traffico ferragostano. A loro aspetta un’altra super-giornata in sella, stavolta completamente a temperature africane… non ci saranno passi a 2500 metri a dare loro refrigerio.

    Io e la Cate li aiutiamo a portare giù in garage i bagagli per caricare le moto.

    E’ già passato un anno dall’euforia per aver abbozzato l’idea di questo viaggio. Un anno passato a progettare, a prepararsi, a sognare. Ed ora siamo arrivati al termine di questa avventura. Non è giusto… è durata troppo poco !!! 😥

    Fernando e Marvil, pronti per partire, ci abbracciano forte… “Ci vediamo al raduno, o magari anche prima !” è ormai il modo con cui ci si saluta sempre. 🤗

     

    Life is a journey, not a destination !

    Adriano
    Moderatore

    Che cena meravigliosa… la stanchezza fa venire meno ogni freno ed abbiamo dato fondo alle ultime forze che abbiamo sulle guance 😂

    Le giornate si stanno accorciando e Fernando ci svela che ha problemi a vedere con il buio, quindi decidiao di non tirarla luga. Finito di cenare paghiamo e ci prepariamo per l’ultimo tratto di strada.

    Io vado al bagno un attimo… quando esco vedo Fernando che mi corre incontro, fuori del bagno “Adrià corri corri… non puoi capire chi c’è !!! Non puoi immaginare chi abbiamo trovato fuori !!!!” 🤔😯

    Rimango interdetto… chi è che può esserci la fuori e che ha causato questa reazione in Fernando ???

    Per un istante mi passa per la mente una persona che vive non molto distante da qui e che per il forum è stato, e lo è ancora, un vero mito… ma non può essere lui (qualcuno dei più anziani del forum può immaginare a chi pensavo), lo sapevo moooolto distante da qui… e con noi ormai aveva rotto ogni rapporto, per mille vicende della vita…

    Mannaggia mannaggia… usciamo e vediamo !!!

    Vedo tutti ragazzi dietro alle Bull e che ridono e scherzano con un tipo, alto… sulla sessantina… ed una tipa, piccolina…

    Fernando pensava che io lo conoscessi… ma vede il punto di domanda che mi si materializza sulla faccia.

    E mi fa “E’ il fratello di Diegone !!!!!” 😱

    Diegone… era proprio lui che temevo… che speravo… fosse questa persona inaspettata fuori del Cornale. E’ stata la persona che più mi ha insegnato ad essere motociclista.

    Quando i ragazzi sono andati alle moto, quando io ero in bagno,  e trovano questo tipo che guarda la Bull di Marvil… e gli dice qualcosa tipo “Ah… la Bulldog… mio fratello ne ha una”. Fernando sente la cosa chiede “Come si chiama tuo fratello ???”, “Diego” risponde il tipo… “Ma chi… Diegone ???” chiede Fernando, “Si, Diegone !” risponde…

    OMMMMIODDDDIOOOO !!!

    Il fratello di Diegone… Fendando, Michele, Gullivel, la Cate esultano di felicità ! Il solo fatto di avere di fronte una persona che sia un contatto con il nostro mito Diegone è di per se un evento meravigliosamente eccezionale…

    Poi Fernando schizza a chiamarmi… io arrivo… e scoperto chi fosse, non ho potuto resistere dallo stringelo tra le braccia, con un misto di gioia e di rabbia per non avere più avuto notizie di suo fratello. Ed anche una lacrima…

    Chiedo dove fosse finito Diegone… “In Coazia, per i prossimi 40 giorni” dice… io sapevo che si era trasferito in qualche paese del nord, ma ci informa che è tornato e che ora vive non molto distante, in provincia di Vicenza.

    Pensando di fare una cosa molto gradita a noi, ma anche a suo fratello, tira fuori il telefono… e videochiama Diegone.

    Risponde… saluta calorosamente il fratello… e lui “Non sai chi ho trovato al Cornale” e gira il telefono, inquadrandoci.

    Qui… non so cosa pensare… sicuramente Diegone non si aspettave cerdto di vedere noi… ma non sono nemmeno convito che ci abbia riconosciuto… ha capito solo dopo un po’ che eravamo del forum… e ci ha detto “Anche io ho una Bulldog ! La usa mio Figlio… Franco… lo conoscete ? ” 😧

    E li ho capito che forse… quello che stavamo vedendo non era più proprio il “nostro” Diegone… Mi metto in primo piano “Diego! Ma hai capito chi sono ?” e lui “Si si, ma cosa ci fai con quel pizzetto ?”.

    Non lo so… in videochiamata si vedeva male… non si sentiva nemmeno bene… non so se ci ha riconosciuto, o no… o se non avesse avuto piacere di quell’invasione nella sua privacy… o se davvero, gli anni stiano cominciando a farsi sentire 😟

    Mettiamo giù, salutiamo il fratello e la cognata di Diegone… mi confermano che il suo numero è sempre quello che ho in memoria nel mio telefono e ci congediamo con la promessa di ricontattarlo in un momento di più calma.

    Mi resta u po’ di amaro in bocca… ma sta per imbrunire e visto il problema di fernando risaliamo in sella ed acceleriamo la marcia più che possiamo, per raggiungere casa, a Salzano, che ormai si è fatto buio.

    Scesi davanti a casa, incrociamo gli abbracci, i sorrisi, gli sbuffi di stanchezza e le risate di felicità, per un’impresa che per noi veneti è finita, ma che per Fernando durerà un altro giorno e per Marvil addirittura due !!!

    1528 km segna il mio contachilometri.

     

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    • Questa risposta è stata modificata 2 settimane, 4 giorni fa da Adriano.
    Adriano
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    Dal Rolle riprendiamo la strada e scendiamo verso San Martino di Castrozza.

    Mi emoziona l’idea di avere dietro a me Fernando e Marvil, per questi tornanti che conosco centimetro per centimetro. Spero che i loro occhi si siano riempiti di quella che per me è una meraviglia unica.

    A San Martinon no nfacciamo tappa, purtroppo.

    Poi scendiamo a Fiera di Primiero, che ci accoglie con il suo tradizionale ingorgo allucinante.

    Poi Mezzano, Imer, la Valle dello Schenèr, Lamon, Fonzaso e da qui prendiamo la provinciale che ci fa passare per Arsié e da qui ci immettiamo in Valsugana, verso sud.

    Qualche chilometro ed attraversiamo un ponticello disastrato a destra della statale, attraversiamo il fiume Brenta e parcheggiamo a fianco del locale che mi avete sentito nominare molte volte: Il Cornale

    http://www.cornale.com/

    Birreria, ristorante, pub, è una sosta mitica per chi percorre la Valsugana, in moto, in auto, a piedi, in bici (qui parte la ciclovia che porta fino a Trento, 65 km). La cucina apre alle 11:00 di mattina e chiude, d’estate, a l’una di notte…

    Arriviamo che sono le sette di sera, perfetti… e di fortuna troviamo un tavolo libero.

    Che si mangia ? Costolette di cervo… 😜

    Che si beve ? Birra da mezzo… non media, da mezzo !!! Ormai ovunque ordini una birra da mezzo e ti portano una media (0,4), se ti va bene… qui… servono la birra da 0,3 , 0,4 , da 0,5 , da litro… quindi se ordini una birra da mezzo, non ti prendono per il cu*o !!! 😂

    Augustinier, bavarese DOC, hanno la linea completa… un paradiso 😁

     

     

     

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    • Questa risposta è stata modificata 2 settimane, 5 giorni fa da Adriano.
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    Adriano
    Moderatore

    Ora ci tocca la parte che temevo di più di questo viaggio.

    La discesa dal Rombo per il versante italiano (il confine è proprio sul passo) è stupenda, secondo me questo tratto è una sota di Stelvio… ma che si può piegare nei tornanti ! Da fare in salita è un gran divertimento !

    La parte che più temevo, però è a valle… quel tratto di fondo valle tra Merano e Bolzano è un’autentico calvario, in estatequi le temperature non sono molto superiori a quelle del nostro sud Italia. E’ da non crederci…

    Per fortuna possiamo metterci in tangenziale e tenere un ritmo sufficientemente alto da non incappare in qualche autovelox (qui sempre in agguato con le pattuglie in borghese) ma ta mantenerci un po’ “ventilati”, anche se l’aria brucia la pelle da morire…

    A Bolzano facciamo tappa presso una stazione di servizio, per prendere una boccata d’aria, bere qualcosa di fresco ed approfittare del bagno.

    Le due singore del bar sono state molto gentili con noi, si sono incuriosite del nostro gruppetto poli-dialettale e ci hanno chiesto informazioni sul nostro giro… pensavano fossimo in giro “in giornata”, ed invece sono rimaste stupite del nostro viaggio.

    Risaliamo in sella, uno sguardo  compiaciuto verso Fernando, che sta facendo manovra… frena… la forca scende… ed “Feeeermi tutttiiii !!!” urlo, ed alzo la mano in segno di arrestarsi !

    Ho notato, in quel frangente, che la ruota anteriore di Fernando è afflosciata… non del tutto a terra, ma quando ha fatto quella lieve frenata il cerchio ha quasi toccato terra.

    Riparcheggiamo all’ombra… guardiamo meglio… eh si, la ruota è proprio a terra !

    Accidenti… chissà da quanto sta correndo così, e che strano che non se ne sia reso conto !!! 😮

    Michele itra fuori il suo nuovo compresso-avviatore-macchinettadelcaffé- arrotino tutto nuovo, lo collegaa alla valvola della ruota flocia… lo acende… 0,9 bar è la pressione rilevata !!!

    Porca miseria… 😯

    Accendiamo sto compressorino, non senza tirare qualche moccolo perchè non si capiva come avviarlo e poriamo la pressione a 2,5.

    Ripartiamo… ma con un po’ di apprensione.

    Ripassiamo per Ora, poi a Castello di Fiemme risaliamo la val di Fiemme fino a Predazzo, poi puntiamo per Paneveggio, passiamo l’omonimo lago, la foresta degli abeti rossi armonici (quelli che selezionava personalnete Stradivari per realizzare i suoi mitici violini), e saliamo a Passo Rolle.

    Qui siamo a casa mia e della Cate, queste montagne sono il nostro rifugio quando abbiamo bisogno di scappare dalla pianura e rialla cciare un contatto con la Terra…

    Facciamo una piccola sosta ristoratrice e ci godiamo questo momento meraviglioso, i nostri Amici qui… con noi… al cospetto del Cimon de la Pala, che fa un po’ il timido nascondendo la cima sotto ad un cappello di nuovole bianche.

     

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    Adriano
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    Adriano
    Moderatore

    La vera tappa al Passo Rombo la facciamo un po’ più in su, in cima al passo.

    Quindi passiamo il casello, 18 euri grazie, e raggiungiamo la cima del Passo Rombo, dove possiamo ammirare l’ultimo scampolo di paesaggio austriavo del nostro viaggio.

    In cima si erge, sospeso, il monumento che ricorda la realizzazione di questo valico.

    Non poteva mancare… manco a dirlo… un’ulttima degustazione dello strudel 😄

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    Adriano
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    La mattina di mercoledì 13 agosto ha un sapore di… tranquillità… sappiamo bene che tutto quello che abiamo progettato e bramato per un anno ormai l’abbiamo vissuto. Qualcuno di noi l’ha percepito nell’immediato e qualcuno, invece , avrà bisogno di un po’ di tempo per mettere insieme tutte quelle emozioni, quei panorami, quelle strada, quelle risate ed i rapporti con queste meravigliose persone.

    Scendiamo con una calma nuova, in sala colazione. Ci accoglie una signora gentilissima che ci mette immediatamente a nostro agio e ci consuce in una sala appartata, con un tavolo preparato solo per noi. Una sala che più austriaca non si può… pareti in legno finemente lavorato, qualche trofeo di caccia alle pareti insieme a qualche dipinto di panorami alpini. Ed una vetrata grande come uno dei lati maggiori della stanza, che da sul parco dell’hotel, con alberi secolari. Mette una pace dentro… 😊

    Il buffet è proprio degno delle 4 stelle appese fuori nell’insegna, e forse oltre.

    Finalmente io e la Cate possiamo fare una colazione, salata, che sembra fatta apposta per noi. un’ottima frittatina… del salmone… del brie… frutta fresca, di ogni tipo, ottima quella di bosco… e spremute di frutta… non solo di arancia, ma anche un ottimo succo di mela… e pane integrale fresco, non industriale…

    Ma ho visto che anche i ragazzi si sono sbizzarriti, con i golosi dolci presenti sul buffet.

    Con calma andiamo a riallestire le moto, a fare l’ultimo check-out e ci mettiamo in marcia. Sarà anche l’ultimo giorno di viaggio, ma i chilometri saranno ancora molti.

    Lasciata Imst abbiamo un interminabile trasferimento di 2 ore e mezza per raggiungere il Passo del Rombo, ma ne vale davvero la pena 😊

    Appena Passato Solden (la famosa località che ospita regolarmente le competizioni internazionali di sci) iniziamo la salita al passo.

    Guido io il gruppo, il navigatore di Giovanni indica di fare un itinerario insensato.

    Al primo tornante Michele mi si affianca “beep beep beep”, accosto e mi fermo… porca miseria ! Mi trovo con il bauletto aperto !!!

    E’ la seconda volta che ‘sto bauletto mi da problemi con la chiusura… 😣

    Ripartiamo, con il bauletto chiuso… si spera… bene.

    Arriviamo al famoso casello e scattiamo qualche foto. Purtroppo il monumento dedicato ad Auguste Piccar è transennato… peccato, non tanto per il ricordo che dovrebbe evocare (il suo esperimento con il pallone aurostatico del 27 maggio 1931, cercate in rete) ma per il panorama visibile al punto più avanzato della pedana del monumento.

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    Adriano
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    Gicoforza ci rimettiamo in marcia,  per cui puntiamo verso nord. Passiamo il confine al Passo di Resia, che inrealtà è poco più di una salitina, tipo la Futa (Cit. Gullivel 😂), e poi si tratta tutto di un trasferimento in valle. Bello… tra montagne meravigliose… ma super-palloso…

    Immancabile il traffico in ingresso ad Imst, nostra ultima destinazione della giornata.

    Arriviamo all’Hotel Stern ormai all’imbrunire, a pochi minuti della chiusura della reception per il check-in.

    La signora che ci accoglie è super-gentile, anche se la obblighiamo a ritrdare un po’ la fine del suo turno.

    A check-in ultimato fa un’ulteriore gentilezza, dato che il posto nel risicato garage per le moto (di cui è dotato l’hotel, sul retro) è ormai esaurito, con una telefonata convince il proprietario a concederci l’uso del suo garage privato. Eccezionale !

    Le camere sono belle ed in realtà pulite, ma anche qui… l’immancabile moquette tanto cara ai popoli nordici… è un punto a sfavore per il seppur ottimo hotel. Che tra l’altro è un 4 stelle.

    La signora della reception, con un’altra cortesia, ci indica l’unico ristorante nella zona che tiene aperto fino a “tardi”, il ristorante di un hotel a 500 metri.

    Ancora una volta saltiamo la doccia, scaricando velocemente le moto e cambiandoci al volo e raggiungiamo l’hotel.

    Hotel – Restaurant Hirschen è il nome, se non mi sbaglio… anche qui il personale è gentilissimo e ci prepara un tavolo sulla terrazza esterna, al primo piano. Perfetto… l’aria fuori è alla temperatura ideale ed una buona birra austriaca ci rende il momento davvero appagante, in attesa dei nostri piatti… ahimé anche qui in stile teutonico…

    Ricordo che io ho preso un’altra insalata di pollo, servita con un chissà che tipo di crema… che ovviamente ho evitato perfino di assaggiare per evitarmi sorprese… spiacevoli 😐

    Buona, ma alla fine del viaggio potrò dire che ho potutto mangiare solo pollo in questo viaggio 😂

    La Cate ha preso una tartarre e poi… i ragazzi hanno preso una cosa che doveva essere una specie di grigliata mista, con unome talmente… teutonico… che Fernando l’ha semplificato con un “Snauzer con patate” !!! 😂😂😂

    Definizione che… mancoa dirlo… diventerà un altro tormentone che ci accompagnerà per il resto del viaggio, e per il resto dei nostri giorni 😂

    La cena tutto sommato fila liscia… e la stanchezza di tutti inizia a farsi sentire, quella di Marvil ormai ha raggiunto livelli mai visti da un umano, ma fa talmente il giro che diventa una risata continua per le troiate più assurde 😁

    Passeggiata per il paese rientrando all’hotel e filiamo tutti a nanna.

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    • Questa risposta è stata modificata 2 settimane, 6 giorni fa da Adriano.
    Adriano
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    In valle fa nuovamente molto caldo e quando ci ritroviamo in Val Venosta troviamo una piacevole sorpresa ad un certo punto… gli irrigatori delle coltivzioni di mele che costeggiano la strada, per qualche motivo, invece che bagnare le piante stanno irrigando la strada ! E per noi è pura gioia attraversare quella nebulizzazione d’acqua !!! 😂

    Facciamo un’ultima tappa, al Lago di Resia. La sua atoria, con il suo campanile affiorante, meritano una visita anche se veloce.

    Qui… mi soffermo a guardare il gruppo… e mi gusto la complicità che si è creata…

    Ai raduni ci stringiamo, ci abbracciamo, ci prendiamo per il culo e ridiamo… ma condividere un viaggio fa scattare qualcosa di più “fraterno” ancore, per quando possa sembrare impossibile.

    E la luce del sole, nascosto dalle nuvole, che tramonta alle spalle del Gruppo del Sesvenna rende tutto ancora più magico…

     

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    Adriano
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    Scendiamo per il versante di Prato Allo Stelvio.

    Per fortuna il traffico è quasi inesistente. Daltronde sono già le cinque e mezza quando scendiamo…

    Gullivel guida il gruppo, dietro Michele. Vedo in punti diversi che Fernando prima e Marco ed Ezio poi si fermano a lato per fare, giustamente, delle iconiche foto ricordo.

    Gullivel e Michele vanno avanti, io e Fernando siamo un po’ attardati e Marvil ed Ezio rimangono indietro.

    Inizia a piovere. Bene. Anche forte… ma guardando verso nord, verso la direzioen in cui dobbiamo andare, il cielo è azzurro e sereno, per cui io decido di non fermarmi e Fernando mi segue. Scoprirò poi che Fernando era perplesso della mia decisione di non fermarmi, ma si è fidato… anche perchè ha visto che ho accelerato il ritmo. Il mio intento era quello di uscire dalla zona di influenza di quella nuvola, andandola a precedere.

    Ormai a valle troviamo Giovanni e Michele a lato della strada , in corrispondenza di un piccolo borghetto. Qui ancora non ha piovuto, ma è chiaro che a brve pioverà. Marvil ed Ezio non si vedono… Fernando chiama Marvil e scopre che si sono fermati a mettere l’antipioggia, non conoscendo come si evolve il meteo li… non si sono fidati. Erano sotto alla pensilina di una fermata dell’autobus.

    Noi li avvisiamo che dovrebbero lasciar stare, prendere due gocce e raggiungerci, così avremmo potuto proseguire all’asciuto. Ma niente… non li convinciamo ed anzi… comincia a piovere anche dove siamo noi. Farnando “Mettiamo l’antipiogiga ?”, io e Gullivel ci guardiamo e “No, sali in sella !”. In un attimo siamo fuori dalla nuvola ed arriviamo a Prato allo Stelvio, dove c’è il sole… fa caldo torrido…

    Aspettiamo gli altri due e non lasciamo loro il tempo di spogliarsi… ripartiamo immediatamente !

    Sono quasi le sette e ci mancano altre due ore abbondanti di viaggio.

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    • Questa risposta è stata modificata 2 settimane, 6 giorni fa da Adriano.
    Adriano
    Moderatore

    Se fosse stato per me e la Cate avremmo disdetto tutti gli impegni per.. .tipo… i prossimi 150 anni e saremmo rimarti qui.

    18°C, sole, aria frizzante, dalla cucina dell’ostello dove ci siamo fermati per riprenderci un po’ usciva un profuno invitante… il banco del bar aveva un’invidiabile schiera di spine per le birre… circondati da moto bellissime… e chi voleva scendere più ???

    Ma i nostri compagni di avventure insistevano per andare vanti con il viaggio… e niente… scendiamo a Tirano.

    Passando il confine la Guardia di Finanza ferma per un’ispezione il furgone davanti a noi… e poi ferma anche noi !!!

    “Da dove venite”, “Dove state andando”, ecc… solo domande di rito, ma sufficienti per farci perdere il gruppo, che raggiungeremo solo a tirano, ad un bar al capolinea del Trenino Rosso.

    Scopriamo in quel momento che Tirano, evidentemente, è il paese della Terra più vicino al sole… non ci sono dubbi ! Non può spiegarsi diversamente il caldo soffocante che fa…

    Anzi, no… la spiegazione è quel nuvolone nero che abbiamo avuto sulla sinistra per tutta la discesa dal Bernina e che ora sembra dirigersi proprio verso dove dovremo andare noi…

    Da Tirano prendiamo per Bormio. Il cielo si fa grigio e l’aria sempre più soffocante. Mmm… “no buono” penso…

    Quando siamo all’interno di una delle gallerie più lunghe tra Tirano e Bormio, da una delle aperture laterali che ci sono (rivolte a nord) lungo la galleria notiamo che fuori sta piovendo fortissimo. Molti bikers si fermano nelle piazzole di emergenza dentro alla galleria. Ci fermiamo anche noi… io e Gullivel siamo titubanti, ormai sappiamo leggere abbastanza bene le nuvole da queste parti e secondo noi la piogiga non sarebeb durata molto. Ma… i ragassi ormai stanno indossando tutti gli antipioggi, così facciamo noi…

    Ci mettiamo diversi minuti, specialmente io, con le borse laterali e quella da serbatoio da coprire ed il mio antipioggia che al buio non collabora…

    Percorriamo gli ultimi 2-3 chilometri di galleria e sbuchiamo che non piove più !

    Si… la strada è bagnata e quindi l’antipioggia fa comodo per non inzozzarci… ma arrivati a Bormio ormai la strada è asciutta.

    Facciamo la salita allo Stelvio bardati alla Power Rangers, un po’ della magia della strada la andiamo a perdere… ma solo poco… perchè la strada, la vista sul Monte Braulio e sull’omonimo torrente con le sue bellissime cascate non possono non emozionare. Specialmente se le percorri la prima volta… Immagino Fernando e Marvil, i loro occhi che tentano di vedere tutto il possibile.

    Arriviamo in cima al Passo dello Stelvio con il consueto traffico ferragostano, autobus ed automobilisti incapaci… ma fa parte del gioco da queste parti.

    Parcheggiamo proprio sul passo e facciamo tappa per pranzo al consueto Hotel Ristorante Perego.

    Io sono entusiasta per far provarea ai miei amici i pizzoccheri, che per me sono una prelibatezza che ormai non posso più assaggiare… ma solo Fernando accetta di provarli, so che sono un piatto “lontano” dalle abitudini culinarie del centro-sud… ma passare per la Valtellina e non assaggiare questa specialità per me è un sacrilegio ! 😅

    Appena arrivati in cima c’era un bel sole, ma durante il pranzo il cielo si ingrigisce, il personale del locale corre fuori a mettere in sicurezza i tavoli esterni e le bandiere dicendo tra loro “Arriva arriva”.

    Di li a poco si mette a piovere, ma due gocce… tanto che il forte vento che arriva subito dopo asciuga tutto in un attimo.

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    Adriano
    Moderatore

    Caldo… fa un caldo boia… per cui non esitiamo e ci rimettiamo in marcia, salendo al Passo del Bernina dove il seppur ridotto ghicciaio garantisce un’aria fresca e leggera, un vero paradiso 😍

    Non prima di aver fatto una piccola tappa per le foto da un punto panoramico poco più su di Saint Moritz da cui si vede il versante nord del ghiacciaio.

    Qui su arriva il famoso “Trenino rosso del Bernina” che fa spola tra Saint Moritz in Svizzara e Tirano in Italia. E’ famoso non solo per il colore che gli da il nome, ma soprattutto per la crimagliera che gli permette di superare pendenze impensabili per un treno comune. D’estate gli ultimi vagoni sono “cabriolet” mentre d’inverno hanno la parte superiore trasparente, per godere appieno dei paesaggi invernali meravigliosi.

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    • Questa risposta è stata modificata 1 settimana, 2 giorni fa da Adriano.
    Adriano
    Moderatore

    Si scende veloci, poi, dal Giulio e si arriva nuovamente a Saint Moritz.

    Qui facciamo rifornimento ed una passeggiata nel centro, dove la Cate si diverte a vedere per la prima volta i negozi di marchi di lusso per cui lavora e che dalle nostre parti non hanno senso di esistere.

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    Adriano
    Moderatore

    Dopo aver espresso ogniuno le sue emozioni della giornata, la soddisfazione di Fernando per aver vissuto questo viaggio a 12 mesi dall’abbozzo dell’idea e ad 8 mesi dall’organizzazione, il delirio di Marvil che ormai sta accusando mentalmente lo sforzo del viaggio… 😅

    Andiamo a letto… poco allettati, direi, per le camere che ci aspettano.

    Sorvolo sul nome dell’hotel… il più caro di quelli che abbiamo prenotato… vecchio, moquette sporca e maleodorante ovunque, letteralmente… in camera, nei corridoi, sulle scale… perfino sulle pareti dell’ascensore… bagno vecchio e sporco, con un’infima tendina zozza e logora sulla doccia… di certo credo che tutti avremo fatto una recensione su Booking poco lusinghiera…

    Per la moquette tutta impolverata io ho avuto un piccolo attacco di allergia, nonostante fossi sotto antistaminico da giorni.

    La colazione la mattina ci fa passare riappacificare un po’, non tanto per la varietà e la qualità (più che accettabili in verità) ma per il fatto di aver potuto farla seduti all’aperto, sul terrazzino (fronte strada) della sala colazioni.

    Tempo di caricare le moto e siamo nuovamente in viaggio.

    Destinazione Passo del Giulio, anche qui ci eravamo già passati, nel passato, io e Gullivel e ricordavo un passo che avevo digerito poco… complici le pessime gomme che montavo all’epoca (Bridgestone BT 016 PRO) che scivolavano di posteriore ad ogni tornante. Ma stavolta la storia è diversa, mi sono divertito molto a farlo nonostante il traffico intenso: questo passo è percorso anche da numerosi bilici ed autobus.

     

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